Regali e sfortuna. Roma, l’Europa resta un incubo

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Perde la faccia nel primo tempo, la Roma. La ritrova nella seconda parte della sfida, riuscendo a recuperare (non del tutto) un’immagine che, fuori confine, stava subendo un altro, inatteso, contraccolpo perché il Bate Borisov vale dieci volte di meno dei giallorossi sul mercato, ma, in avvio, dà una lezione a De Rossi e soci di umiltà e dedizione alla causa. Un gruppo di bravi ragazzi, niente più, gioca da squadra. Un gruppo di ragazzi annunciati come fuoriserie del pallone decide di scendere in campo con l’atteggiamento di chi deve vincere per nome e tradizione e va a sbattere davanti ad un muro di aggressività. Rudi Garcia, tecnico romanista, ci mette del suo nel complicare una trasferta già «ferita» dalle tante assenze (fuori ci sono Dzeko, Totti, Keita, Rudiger e la rosa, in Europa, è ferma a 21 per le sanzioni del fair play finanziario). Vainqueur, uomo di Garcia, è spaesato, Florenzi, inspiegabilmente, lasciato lontano dal vivo del gioco, Nainggolan, da centrale, non si vede: nella ripresa, spazio a Iago Falque, Florenzi ritrova qualche zolla di campo più avanzata, Pjanic prende in mano il centrocampo e il volto della squadra cambia.

Florenzi e la traversa

Lo stadio del Bate è una delizia architettonica: costruito in poco meno di tre anni, vive in perfetta armonia con l’ambiente esterno ed ospita tredicimila tifosi ad un metro dal campo. È qua che la Roma si macchia di qualcosa mai visto in giro per l’Europa: subire due reti nel primo quarto d’ora. Accade, infatti, che prima Stasevich, poi Mladenovic (in questo caso clamoroso è l’errore di posizione di Szczesny sul tiro da quaranta metri del difensore) mandino in tilt i piani di Garcia in dodici minuti, piani ancor più sotto sopra dopo la terza rete dei bielorussi prima dell’intervallo. Immediato diventa il termine di paragone con le notti più drammatiche nella storia europea giallorossa, fra queste la recente sfida persa 7 a 1 con il Bayern Monaco undici mesi fa quando i tedeschi ne fecero tre in venticinque minuti. Garcia rimane a bocca aperta e, come rimedio, spariglia i giochi: dentro Iago Falque per Vainqueur e Torosidis per Iturbe. Più passa il tempo, meno in difficoltà si scopre la Roma, ma il duello è difficile da rimettere in equilibrio. Ci prova Gervinho e il suo acuto dà la scossa: nel finale i giallorossi accerchiano il Bate, Torosidis va a segno e gli affondi di Salah e soci si moltiplicano senza, però, una buona stella (una saetta di Florenzi sbatte sulla traversa).

Il girone si complica

Dal viaggio a Borisov, la Roma doveva tornare con il bottino pieno per dare sostanza alla propria classifica nel girone. Adesso, sarà vietato sbagliare le due gare con il Bayer Leverkusen: il Barcellona è già in testa, il Bate una mina vagante.

La Stampa