Quirinale, l’ipotesi di una squadra snella

Sergio-Mattarella

Confortato e soddisfatto per il consenso e la simpatia con cui è stato accolto il suo discorso d’investitura, ma subito concentrato per far fronte al nuovo gravoso compito. Così Sergio Mattarella è apparso ai più stretti collaboratori che l’hanno incontrato nella prima giornata di lavoro nello studio presidenziale. Una giornata in cui sono stati fissati i primi impegni e si è compreso come il problema del terrorismo internazionale sia cruciale tra le preoccupazioni di Mattarella (che ne aveva parlato sia alle Fosse Ardeatine che nel messaggio d’insediamento). Il primo messaggio della presidenza l’ha indirizzato infatti a re Abdallah di Giordania per esprimere «orrore» per la «barbara uccisione» del pilota di Amman arso vivo dai fondamentalisti islamici dell’Isis. E soggiunge: «Sono certo che questa tragica morte rafforzerà la collaborazione della comunità internazionale per sconfiggere la piaga del terrorismo».
L’AGENDA

La settimana prossima il Capo dello Stato presiederà il plenum del Csm in occasione della nomina del nuovo Pg della Cassazione; martedì sarà alle celebrazioni per il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Sul piano interno non filtrano commenti o impressioni sulle fibrillazioni della politica con le possibili ricadute della denuncia del patto del Nazareno sull’iter delle riforme costituzionali e dell’Italicum. Ma il tema della legge elettorale il nuovo Presidente lo conosce a menadito e non mancherà a tempo debito di far conoscere le proprie opinioni. Per Mattarella è stata una intensa giornata di contatti e di riflessioni iniziata di buon’ora; il tempo di prendere un ascensore e il Presidente si è trasferito dall’appartamento dove ha deciso di abitare (diverso da quello di Napolitano, lo stesso di Ciampi e di altri predecessori) allo studio alla palazzina dove ha subito incontrato il segretario generale Donato Marra cui – com’è noto – ha chiesto di restare temporaneamente in carica, insieme agli altri consiglieri, fino alla definizione della nuova squadra. In effetti questa è una priorità del nuovo inquilino del Colle che sta attentamente vagliando tutti gli aspetti di una struttura complessa come quella del Quirinale informandosi sulle specifiche competenze dei consiglieri.
LA SQUADRA

E’ attento ai precedenti, ma certamente Mattarella vorrà disegnare quanto prima una «sua» squadra magari più snella, accorpando qualche incarico o costituendone qualche altro. E’ un lavoro che si concluderà verosimilmente la prossima settimana; fino ad allora si resta affidati al toto-incarichi che vede sempre in lizza Alessandro Pajno e Ugo Zampetti per la poltrona di segretario generale. E’ inutile nasconderlo: quella è la scelta-chiave perché gli altri incarichi seguiranno a cascata. E per Mattarella non è una scelta facile perché Pajno e Zampetti godono entrambi della sua stima e sono amici di famiglia di lunga data. Altra casella-chiave è quella del consigliere giuridico. Attualmente ci sono due poltrone: quella di Ernesto Lupo e di Claudio Montedoro. Mattarella potrebbe decidere di accorpare le funzioni, ma è una questione delicata e urgente anche perché stanno per arrivare in quell’ufficio numerosi decreti attuativi legati alle riforme.

Stamane Capo dello Stato farà la sua prima uscita pubblica a Palazzo Spada per l’inaugurazione dell’anno giudiziario presso il Consiglio di Stato. La settimana prossima sarà alla Corte dei Conti. Ma non sono previsti interventi, così come ancora non sono state programmate visite all’estero, anche se sono imminenti vertici con i leaders europei. Per ora il primo impegno in agenda è l’incontro al Quirinale con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella seconda metà del mese.

Il Messaggero