Processo Mediaset primo via libera all’affido in prova per Berlusconi

SILVIO BERLUSCONI 3

MILANO Alla fine, checché se ne dica, il condannato Silvio Berlusconi non è un imputato qualsiasi. Se alla sessantina di fascicoli programmati ieri i giudici hanno dedicato più o meno cinque minuti ciascuno, l’udienza dell’ex premier è durata un’ora e mezza. E alla fine, come previsto, il leader di Forza Italia si aggiudica il primo round: il procuratore generale Antonio Lamanna ha dato parere favorevole alla proposta di affidamento in prova ai servizi sociali, scartando l’ipotesi dei domiciliari che a un mese e mezzo dalle europee era fonte di angoscia per l’ex Cavaliere.

SI’ ALL’UEPE
L’udienza del Tribunale di Sorveglianza è cominciata alle cinque meno venti. Berlusconi, dopo vari ripensamenti, ha deciso di non presentarsi, lasciando il campo libero ai suoi avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi, affiancati dai legali Angela Maria Odescalchi e Michela Andresano, specializzate in diritto dell’esecuzione penale. Siedono di fronte al collegio della Sorveglianza, composto dal presidente Pasquale Nobile De Santis, dal giudice Beatrice Crosti e due esperti: la docente di Diritto penitenziario dell’Università Bicocca Federica Brunelli e la criminologa Livia Guidali. Punto centrale è la requisitoria del pg Lamanna: considerato il profilo dell’imputato, la sua età e il fatto che non sia un pericoloso criminale, dà parere positivo all’affidamento. Resta da stabilire dove dovrà prestare la sua opera di volontariato: nella casa di cura per anziani e disabili in Brianza segnalata dall’Uepe o, come proposto dai suoi avvocati, nel centro «motivazionale» per disabili da realizzare nel parco della sua residenza di Arcore? Toccherà ai giudici decidere, ma a quanto trapela l’orientamento sarebbe quello meno indulgente, ovvero di accogliere l’indicazione degli assistenti sociali. La soluzione di Villa San Martino viene considerata troppo morbida per ritenere efficace e concreto il percorso di riabilitazione del premier, che deve scontare un anno residuo dei quattro di condanna (tre sono indultati) per frode fiscale nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset.

ATTESA PER LA SENTENZA
«La decisione verrà depositata da un minimo di cinque a un massimo di quindici giorni», annuncia Nobile De Santis. Scongiurati i domiciliari, che avrebbero compromesso l’agibilità politica, a quel punto Berlusconi farà comunque i conti con le restrizioni di orari e movimenti imposti dal Tribunale e affronterà un colloqui settimanale con gli assistenti sociali. E dovrà dimostrare di aver compreso a fondo il crimine commesso, pena la revoca dell’affidamento.

IL MESSAGGERO