Privatizzazioni al via Per i risparmiatori c’è Poste italiane

poste italiane

La più importante privatizzazione dell’anno, quella delle Poste italiane, è al nastro di partenza. Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che avvia il processo per mettere sul mercato il 40% del capitale della società.

LA PROCEDURA

Lo schema di decreto prevede che il collocamento delle varie tranche di azioni possa essere effettuata anche in più fasi. Non tutto insieme sul mercato ma dividendo il 40% in grossi lotti. La vendita sarà realizzata attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia.

A CHI SI RIVOLGE

Le azioni del gruppo Poste saranno offerte indistintamente a investitori piccoli e istituzionali sia italiani sia internazionali inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane.

GLI INCENTIVI

Lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede che, al fine di favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del Gruppo Poste Italiane forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione. Ai lavoratori saranno offerti benefici sia in termini di quote dell’offerta riservate (tranche dell’offerta riservata e lotti minimi garantiti). Possibile che vengano previste anche facilitazioni di prezzo sulla scorta delle precedenti operazioni di privatizzazione potrebbero essere offerti lotti minimi di azioni maggiorate al pubblico indistinto). In ultimo si potrebbe anche arrivare a concedere modalità di finanziamento agevolate per consentire l’acquisto.

I CONSULENTI

La prima tranche della vendita si dovrebbe concludere entro l’anno. Il Tesoro ha conferito a Lazard Srl e allo Studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners l’incarico, rispettivamente, di Consulente finanziario e di Consulente legale del Ministero per la cessione.

ENAV

Il Cdm ha deciso la cessione del 49% di Enav, Ente Nazionale assistenza di volo, ma la quota di controllo dell’ente sarà comunque detenuta dallo Stato. L’operazione potrà essere effettuata anche in più fasi, ricorrendo, anche congiuntamente, a un’offerta pubblica di vendita e/o a una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive e comunque assicurando che non insorgano situazioni di conflitti di interessi».

Il Tempo