Pressing del Papa sulla Merkel «No all’economia che uccide»

PAPA

Se è vero che i doni racchiudono in sé un messaggio, i regali scelti da Francesco per la visita di Angela Merkel fanno capire quanto a lui e alla Chiesa stiano a cuore le sorti di milioni di poveri, un esercito che in Europa si ingrossa sempre di più, frutto di una casa comune fondata essenzialmente su criteri economici e finanziari. Il destino della Grecia non poteva che fare da sfondo all’udienza della Cancelliera tedesca. Quaranta minuti di colloqui a tu per tu, in compagnia di un interprete visto che Bergoglio non parla tedesco. Un tempo infinitamente lungo nelle economie protocollari d’Oltretevere, segno che i temi sui quali scambiarsi idee non mancavano.
I DONI
Al termine i doni. Un medaglione raffigurante San Martino, il ricco cavaliere che fermò il cavallo per donare un mantello ad un mendicante, e l’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. «È in versione tedesca, così potrà leggerla» le ha detto il Papa, porgendole il libricino. Al punto 54 del documento pontificio c’è il condensato del pensiero di Francesco in materia economica. Chissà se darà frutti e farà riflettere la Cancelliera, figlia di un pastore protestante, cresciuta in una famiglia di saldi principi cristiani. In quel passaggio si legge che così «come il comandamento non uccidere, oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della iniquità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che muore di fame». Naturalmente il Papa non ha indicato alla Cancelliera il passaggio, anche se però ha aggiunto qualcosa sul simbolo, la figura di San Martino: «Mi piace regalare questa immagine ai capi di Stato perché penso che il loro lavoro sia proteggere i poveri». Al che Merkel ha risposto pronta: «Noi cerchiamo di fare del nostro meglio»; a sua volta metteva nelle mani del pontefice una busta contenente del denaro da destinare ai bambini cristiani in fuga dalle zone delle persecuzioni jihadiste in Siria e in Iraq. Cordialità, sorrisi, gesti carichi di significati positivi. Qualcuno ha parlato di freddezza, forse perché le distanze su alcuni temi erano inevitabili. La Grecia per esempio.
LE VISITE DI VESCOVI E PREMIER

Papa Bergoglio conosce assai bene i contorni della situazione ad Atene. Agli inizi di febbraio ha ricevuto in Vaticano i vescovi della conferenza episcopale ellenica, i quali gli hanno esposto nel dettaglio quanto la situazione generale fosse grave, difficile, con famiglie ridotte sul lastrico, la carne sulla tavola un lusso ormai per pochi, con gli anziani che rovistano nei cassonetti. Le strutture caritative non sanno più come rispondere alle richieste continue di gente disperata, sfibrata dalle politiche di austerity. Inoltre, lo scorso settembre, Bergoglio aveva incontrato riservatamente in Vaticano Alexis Tsipras, allora semplice leader di Syriza e non ancora primo ministro greco, assieme a Walter Baier, coordinatore del think tank europeo «Transform! Europe» e Franz Kronreif del movimento dei Focolari. In quella occasione Tsipras aveva parlato a lungo della crisi in Europa dopo la politica di recessione e austerità, e della necessità di mettere in primo piano gli esseri umani e non solo la speculazione.
TEMI EUROPEI
Subito dopo il colloquio con Bergoglio, la Merkel è stata accompagnata al piano di sotto dell’appartamento pontificio, per l’udienza successiva, quella con il cardinale Parolin, Segretario di Stato. Lì sono stati i temi europei a tenere banco, come la crisi in Ucraina e la speranza di potere trovare una soluzione pacifica a breve. In agenda anche i nodi che verranno affrontati al prossimo G7 in Baviera. Lotta alla fame nel mondo, lo sfruttamento degli esseri umani, i diritti della donna, la sfida della salute globale e la custodia del creato.
Merkel è venuta in Italia solo per la visita in Vaticano a cui ha voluto aggiungere un saluto alla Comunità di Sant’Egidio, a Trastevere. Con Sant’Egidio la Merkel ha un ottimo rapporto. «Sono persone straordinarie e vanno ringraziate per quello che fanno» ha detto.

Il Messaggero