Pensioni, via libera al decreto legge sui rimborsi. Renzi: “Chi ci critica votò lo stop”

++ Renzi,fondamentale prima lettura riforme entro europee ++

“La grande questione delle pensioni va affrontata. Diciamo la verità: se io sono una donna di 62 anni, per me le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido. Se una donna a 61, 62, 63 anni, vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità perché glielo si possa permettere”. Così il premier Matteo Renzi, illustrando il decreto legge sulle pensioni approvato oggi dal Consiglio dei ministri a seguito della sentenza della Corte di cassazione che ha dichiarato illegittima la mancata indicizzazione delle pensioni in vigore dal 2012.

“Il decreto legge, il cui testo sarà consegnato dopo averlo trasmesso alla Camera e al Senato, contiene alcune interessanti novità: dal primo di giugno pagheremo tutte le pensioni al primo del mese”.

TABELLA Ecco i rimborsi annunciati da Renzi

Il Cdm – ha proseguito il capo del governo – ha approvato un intervento sulla “rivalutazione del montante contributivo” per evitare il calo delle pensioni. “Stante la crisi”, ha spiegato Renzi, “le pensioni avrebbero dovuto essere abbassate perché sono rivalutate in base a un coefficiente legato al Pil”. “Le pensioni non si toccano” ha aggiunto il premier, “nessuno perde un solo centesimo nonostante la crisi”.

“E’ il colmo – continua Renzi – che chi ha votato quella norma vanga a dirci eh, ma ora dobbiamo restituire tutto. Noi stiamo rimediando ai danni che hanno fatto loro” perché quando è stata approvata la legge Fornero “io tappavo le buche nella città di Firenze”. Le critiche “sono semplicemente ridicole”.

Sulla tempistica e l’imminenza del voto regionale, il premier dice: “Sulle pensioni non si scherza. Non abbiamo fatto le corse per non sentirci dire che lo facciamo in vista delle elezioni, è una follia”. Il premier ha comunque sottolineato che “lo abbiamo appreso dalle agenzie, come è giusto che sia” e “in due settimane abbiamo trovato la soluzione. Non c’è nessuna tensione pre-elettorale, vera o presunta, che ci fa essere timidi sulle pensioni”. La soluzione al nodo pensioni “l’abbiamo data subito perché vogliamo dare un messagio forte ai nostri partner europei”. Un messaggio che va anche “ai mercati internazionali e ai pensionati, e lo facciamo partendo da presupposti che la grande questione delle pensioni va affrontata”.

Le reazioni politiche. “I 500 euro non sono adatti, il problema è che è bloccata la rivalutazione delle pensioni e non si può pensare ad una tantum” ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, a Napoli allo stabilimento Alenia di Capodichino, parlando della questione delle pensioni. “Se poi bisogna scaglionare se ne discute – ha affermato – ma occorre dare una risposta a quanto dice la Consulta”. Sulle pensioni, il leader della Fiom spiega che occorre fare un “confronto sull’intero sistema pensionistico” perché quanto fatto finora “è sbagliato”. “Abbiamo l’età pensionabile più alta d’Europa – ha concluso – e non ci vuole molto per capire che se aumenta l’età pensionabile aumenta la disoccupazione giovanile”.

Dal M5s è il leader Beppe Grillo ad attaccare il premier sul proprio blog: “Si è consumato” così “un altro voto di scambio elettorale tra il presidente del consiglio e i cittadini. Questa volta anche più subdolo degli 80 euro. A pochi giorni dalle elezioni regionali arriva l’annuncio a sorpresa: il 1° agosto rimborso di 500 euro per 4 milioni di pensionati. Facendo un’operazione di marketing comunicativo vergognosa. Perché utilizza uno slogan che sa di finire in prima pagina e che dà la percezione che questo governo dia dei soldi ai pensionati. Mentre qui si tratta di soldi che sono stati presi illecitamente ai pensionati e ora si è obbligati a restituire il maltolto dopo la sentenza della Corte Costituzionale”.

All’attacco anche il Carroccio: “Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano”. Lo ha annunciato Matteo Salvini, al termine del consiglio federale della Lega Nord: “Renzi sta perdendo colpi, regalando 500 euro a qualcuno ad agosto penalizzando altri”.

Fratelli d’Italia, intanto, si fa promotore di una class action per la restituzione ai pensionati che hanno subìto il blocco: “Invito tutti i pensionati che oggi sono stati rapinati ancora una volta dal decreto legge di Renzi sulle pensioni – ha scritto su Facebook la presidente Giorgia Meloni – a rivolgersi a FdI: vi forniremo assistenza legale gratuita per avviare una class action contro il governo per obbligarlo a restituire tutto ai pensionati e non a fare elemosina. Non consentiremo a Renzi di prendere in giro milioni di persone e di non restituire quello che è dovuto”.

Critiche piovono dai sindacati: “Sulle pensioni da Renzi è arrivata una prima parziale risposta ma la questione non è ancora risolta. Non basta infatti un bonus una tantum per sanare gli arretrati perchè così si restituisce solo il 30% del dovuto. I governi hanno prelevato dalle tasche dei pensionati 16 miliardi di euro in quattro anni e nessuno sa dove siano finiti mentre alle grandi rendite non è stato chiesto nulla”. Così il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, che aggiunge: “Sulla rivalutazione dal 2016 invece siamo di fronte ad un passo in avanti ma vogliamo verificare il testo per capire come viene effettivamente tutelato il potere d’acquisto delle pensioni. Per questo insistiamo per un confronto di merito con il governo”.

“Il governo dice che di fronte ad un problema è corretto dare una risposta. La Cisl ritiene, considerando la gravosità che avrebbe comportato sui conti pubblici la restituzione a 5,7 milioni di pensionati della perequazione al costo della vita dovuta nel biennio 2012-2013, che si sarebbero potute trovare soluzioni eque e socialmente giuste, dando priorità alle pensioni medio basse, pur lasciando fuori i trattamenti di importo molto elevato. La risposta del governo, invece, è inadeguata ed insufficiente”. Lo ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli. Per la Uil, è Domenico Proietti a dire che le decisioni dell’esecutivo “non rispondono a nessuna delle indicazioni contenute nella sentenza della Consulta”.

Nel Consiglio dei ministri dedicato al bonus pensioni, anche una decisione di tutt’altro segno, un’iniziativa legata all’anniversario della prima guerra mondiale: Matteo Renzi ha annunciato un minuto di silenzio in memoria dei caduti domenica 24 maggio alle 15.

La Repubblica