Pazzesco derby: Pirlo al 93′. Il Toro beffato, delirio Juve

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Pazzesco derby. La Juventus fa il Torino, il Torino fa la Juventus. Nel senso che di solito era il Toro a giocare così così, ma a ribaltare la partita all’ultimo secondo. Finisce 2-1 con il tiro meraviglioso di Andrea Pirlo che fa il pari in bellezza con il capolavoro calcistico di Bruno Peres e consente alla squadra di Allegri di continuare la striscia positiva, mettendo pressione alla Roma, domani contro l’Inter all’Olimpico.
PIU’ TORO – Eppure, fin lì il Toro aveva perfino meritato di vincere, creando almeno due nitide occasioni da gol nela ripresa, giocata meglio e con maggiore lucidità tattica. Ma alla fine ha prevalso la classe e il maggiore tasso tecnico, che per novanta minuti si era infranto contro la linea difensiva perfettamente organizzata da Ventura.
PRONTI VIA – La Juventus era partita bene, sciolta e padrona del campo. Ed era passata in vantaggio com il rigore trasformato da Vidal e concesso per un fallo di mano di Maksimovic su una punizione di Pirlo al 13′. Del rigore si può discutere per secoli, perché tanto è ineccepibile il tocco con il braccio di Maksimovic, tanto si può contestare che lo alza a difesa del volto. Resta il fatto, tuttavia, che l’arbitro Orsato proprio un secondo prima del tiro di Pirlo, ricorda alla barriera granata che non tollera colpi di gomito o braccio e questo toglie molti alibi ai granata, perché il direttore di gara si limita a un’applicazione chirurgica del regolamento.
DISCESA LIBERA – Il Toro pareggia con una meraviglia di Bruno Peres che affonda come una lama nel burro contro lo spaesato Evra. L’esterno destro granata si fa 78 metri di corsa e quando arriva a 13 metri da Storari (in campo per un problema alla spalla di Buffon) scaglia un siluro a 97 chilometri all’ora. Dopo il pareggio del Torino, la Juventus pare rallentare il ritmo e chiude il primo tempo con pochissimi sussulti, mentre gli avversari galvanizzati tengono il campo meglio rispetto alla prima mezz’ora di patimento. E nella ripresa il Toro prende coraggio, mentre la Juventus si impantana nella densità difensiva creata da Ventura a protezione della porta. Una soluzione che stoppa il fraseggio dei centrocampisti e delle punte bianconere.

 

JUVE OPACA – Tevez sbaglia più di quanto abbia sbagliato nella prima parte della stagione. Vidal azzeca il tiro dal dischetto (anzi i tiri, visto che il penalty viene fatto ripetere dall’attento Orsato) e poco altro, risultando per altro fra gli imputati del processo per il gol di Peres. Llorente è, come spesso è capitato in questa stagione, un po’ statico e non sempre aggressivo. In questa situazione di poca incisività offensiva, Marchisio e Pogba si barcamenano, tappando i buchi e provando ad aprire falle nella difesa granata.
PERLA PIRLO – La disposizione in campo della Juventus non è perfetta, al contrario di un Torino tatticamente molto efficace sia nel difendersi che nel provare le sortite offensive, quasi sempre legate alle iniziative di Peres e di un brillante Amauri in versione contropiedista. Tant’è che l’occasione per segnare ce l’ha il Toro, quando Quagliarella sfiora il palo su assist di Amauri. L’ingresso in campo di Morata e Pereyra aumenta leggermente la brillantezza della manovra bianconera che, però, continua ad andare a sbattere contro il muro granata. E quando riesce ad aggirarlo con una veloce manovra Tevez-Pereyra-Vidal l’arbitro annulla la rete per fuorigioco. Viene espulso Lichtsteiner che, come spesso gli accade, protesta troppo vivacemente dopo un giallo che forse non meritava. Ma la cosa non smbra cambiare la partita, il Toro controlla e parte in contropiede, la Juventus ci prova in tutti i modi, ma non tira neppure troppe volte in porta. Ne basta uno, al 93′, di Pirlo per cambiare il destino alla partita e far passare alla storia un altro derby.

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