«Partite Iva da rivedere professionisti penalizzati»

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«Questa manovra ha carattere espansivo: ci sono 18 miliardi di taglio alle tasse, 15 miliardi di riduzione della spesa con l’eliminazione di inefficienze e sprechi e gli 11 miliardi recuperati sul deficit ci permettono di restare sotto il 3% per cento. Il governo ha mostrato il coraggio delle scelte che mancava da tempo, anche se ci sono singole questioni sulle su quali bisogna cambiare». Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti difende l’impianto della legge di Stabilità senza nascondere qualche perplessità.
Sottosegretario, quali sono gli elementi che non la convincono?
«Sulle piccole partite Iva il governo ha investito 800 milioni di euro a beneficio di 900 mila persone ed è una buon passaggio in quanto mostra l’attenzione verso questo mondo. Tuttavia non è giusto che questa dotazione sia distribuita in modo approssimativo rispetto agli obiettivi. L’attuale disegno che passa attraverso un ridisegno del regime fiscale applicato a questi soggetti invece di consentire un piccolo passo avanti a tutte le diverse categorie determina un arretramento per alcuni e un avanzamento eccessivo per altre. Per essere più chiaro ci sono vantaggi per artigiani e commercianti mentre agenti di commercio e liberi professionisti fanno un passo indietro rispetto all’attuale regime e questo non va bene perchè può scatenare una sorta di guerra tra precari».
L’impianto della legge di Stabilità ha scatenato la protesta dei governatori. Non avete il timore che le Regioni, alzando le tasse per coprire le minori risorse a disposizione possano vanificare le riduzioni d’imposta del governo?
«Lo escludo. I governatori dovranno fare un mix composto da riduzioni di spesa e aumento di imposte e tariffe ma dal momento che noi facciamo tagli di tasse per 18 miliardi, il differenziale sarà ampio e l’effetto finale sarà positivo per i cittadini dal punto di vista fiscale. E poi domando, la spesa delle regioni è perfettamente efficiente? La risposta è no: è fuori dubbio che con meno risorse i governatori dovranno fare efficienza nella spesa e operare dismissioni».
A proposito di efficientamento della spesa, il governo non sembra però aver dato un buon esempio: il taglio alle società partecipate è stato accantonato. Perchè?
«E’ vero che non si è fatto ciò che andava fatto. Su questo fronte il mio partito, Scelta civica, ha sottolineato che la norma sulle partecipate inserita in legge di Stabilità ha il sapore della norma manifesto e non è stringente in termini di obblighi operativi. Bisogna fare molto ma molto di più».
Un altro punto non affrontato dalla legge di Stabilità è l’imposta unica sulla casa annunciata dal premier Renzi. E’ un impegno ancora valido?
«Siamo convinti dell’opportunità, già dal 2015, di superare l’obbrobrio dell’impostazione duale Imu-Tasi. Contiamo entro fine anno di risolvere la questione affinché a partire dal 2015 sia tutto a posto».
Ci sono molte polemiche sul Tfr in busta paga. Non temete che la severità della tassazione possa far fallire l’operazione?
«Non credo proprio. L’impostazione della riforma è corretta per chi aderirà alla riforma: solo quando un reddito ha natura pluriennale si vuole evitare di penalizzarlo applicando l’aliquota marginale».

Il Messaggero