Papa Francesco all’Onu: “Casa, lavoro e terra per tutti. Basta guerre, negazione di tutti i diritti”

CSI DA PAPA FRANCESCO

Grande emozione al Central Park, nel cuore di Manhattan, dove sono almeno 80 mila le persone che stanno regalando a Papa Francesco uno spettacolare bagno di folla, il piu’ imponente della sua visita negli Usa. Il corteo papale, arrivato da Harlem, sta attraversando il parco da nord a sud. Imponenti e senza precedenti le misure di sicurezza.

Papa Francesco arriva in visita alla scuola “Nostra Signora Regina degli Angeli”, ad Harlem, frequentata per lo più da ragazzi di famiglie immigrate, e anche qui ricorda Martin Luther King, l’eroe dei diritti civili degli afroamericani. “Molto vicino a qui – spiega – c’è una via molto importante con il nome di una persona che ha fatto tanto bene per gli altri, e che voglio ricordare con voi”. “Mi riferisco al Pastore Martin Luther King. Egli un giorno disse: ‘Ho un sogno’ – ricorda a proposito del celebre discorso ‘I have a dream’ -. Sognò che tanti bambini, tante persone avrebbero avuto uguaglianza di opportunità. Sognò che tanti bambini come voi avrebbero avuto accesso all’educazione. E’ bello avere dei sogni e poter lottare per essi”. Di Martin Luther King il Papa aveva parlato anche ieri nel discorso al Congresso Usa, a Washington.

Nel Memoriale di Ground Zero, papa Francesco partecipa a un incontro di preghiera per la commemorazione e la pace, insieme ai rappresentanti delle altre religioni, tra cui un rabbino e un imam di New York, e anche esponenti delle altre confessioni cristiane, indù, buddisti, sikh. Prima dell’incontro interreligioso, al suo arrivo presso la fontana sud, oltre a raccogliersi in preghiera, ha deposto una corona di fiori. Quindi, in presenza dell’ex sindaco Michael Bloomberg, ha salutato 20 familiari di soccorritori caduti l’11 settembre.

“Questo luogo di morte si trasforma anche in un luogo di vita, di vite salvate, un canto che ci porta ad affermare che la vita è sempre destinata a trionfare sui profeti della distruzione, sulla morte, che il bene avrà sempre la meglio sul male, che la riconciliazione e l’unità vinceranno sull’odio e sulla divisione”. Così il Papa a Ground Zero.

“Spero che la nostra presenza qui sia un segno potente delle nostre volontà di condividere e riaffermare il desiderio di essere forze di riconciliazione, forze di pace e giustizia in questa comunità e in ogni parte del mondo”, ha detto il Papa nell’incontro interreligioso al Memorial di Ground Zero, cui partecipano anche esponenti ebrei e musulmani.

“Abbiamo bisogno di bandire i nostri sentimenti di odio, di vendetta, di rancore”, ha detto il Pontefice a Ground Zero. “Chiediamo al cielo il dono di impegnarci per la causa della pace – ha affermato nell’incontro interreligioso -. Pace nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nelle nostre comunità. Pace in quei luoghi dove la guerra sembra non avere fine. Pace sui quei volti che non hanno conosciuto altro che dolore. Pace in questo vasto mondo che Dio ci ha dato come casa di tutti e per tutti. Soltanto, pace”.

Papa Francesco all’Onu è stato ricevuto dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Due bambini hanno accolto con un mazzo di fiori il Pontefice all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu. Sono Emile e Maxime Antoine Laberge, rispettivamente di sette e sei anni, canadesi, figli di un membro della missione di pace delle Nazioni Unite ad Haiti morto durante il terremoto del 2010.

“La riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”: così Francesco all’Onu, sostenendo la necessità di riforma del Consiglio di Sicurezza e degli organismi finanziari. “L’esperienza di questi 70 anni, al di là di tutto quanto è stato conseguito – ha affermato il Pontefice -, dimostra che la riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”. “Tale necessità di una maggiore equità – ha proseguito -, vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche”. “Questo – ha aggiunto – aiuterà a limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Gli organismi finanziari internazionali devono vigilare in ordine allo sviluppo sostenibile dei Paesi e per evitare l’asfissiante sottomissione di tali Paesi a sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà, esclusione e dipendenza”.

Sono due le emergenze delineate da Francesco all’Onu: la protezione dell’ambiente e la fine dell’esclusione sociale. Il Papa ha parlato di “ampi settori senza protezione” nel mondo, vittime “di un cattivo esercizio del potere”: “l’ambiente naturale e il vasto mondo di donne e uomini esclusi”. “Due settori intimamente uniti tra loro”, che la politica e l’economia “hanno trasformato in parti fragili della realtà”. Per questo, “è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell’ambiente e ponendo termine all’esclusione”.

“I governanti devono fare tutto il possibile affinché tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia”,così il Papa all’Onu. “Questo minimo assoluto, a livello materiale ha tre nomi: casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: libertà dello spirito“. Per Francesco, la “libertà dello spirito” “comprende la libertà religiosa, il diritto all’educazione e gli altri diritti civili”.

La difesa dell’ambiente e la lotta contro l’esclusione esigono il riconoscimento di una legge morale inscritta nella stessa natura umana, che comprende la distinzione naturale tra uomo e donna e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni”, ha detto papa Francesco all’Onu citando passi della sua enciclica Laudato si’.

“La guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell’impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli”, ha detto papa Francesco nel suo discorso all’assemblea generale dell’Onu.

“Alzo la mia voce” per “soluzioni urgenti ed efficaci”: “l’adozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile’ durante il Vertice mondiale che inizierà oggi stesso, è un importante segno di speranza. Confido anche che la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi”, ha detto ancora il Papa.

Un lungo applauso ha salutato la fine del discorso di Papa Francesco all’Onu. I leader della terra si sono alzati in piedi e tributato al Pontefice una prolungata “standing ovation”.

Palazzo di Vetro blindato e una nuova bandiera innalzata per la prima volta accanto alle 193 dei paesi membri dell’Onu: all’alba i poliziotti delle Nazioni Unite hanno aggiunto il vessillo vaticano a quelli che usualmente sventolano davanti al quartier generale dell’Onu. L’occasione è la visita di papa Francesco che ha parlato in Assemblea generale. Turtle Bay, come si chiama il quartiere di Manhattan sull’East River in cui sorge l’Onu, era in fibrillazione dalla notte con la Prima Avenue bloccata al traffico per isolati e i movimenti dei pedoni limitati da sbarramenti. Anche l’accesso al Palazzo di Vetro è stato rigorosamente regolamentato al personale autorizzato. Discreta la presenza di cani anti-bomba.

L’ARRIVO NELLA GRANDE MELA 
E’ stato accolto sulle note di “New York, New York” Papa Francesco al Jfk, l’aeroporto principale della Grande Mela. Da qui è decollato a bordo di un elicottero alla volta di Manhattan per la celebrazione dei Vespri nella cattedrale di St.Patrick, sulla Fifth Avenue.

Appena arrivato sulla Fifth Avenue, all’altezza della Trump Tower, nel cuore di Manhattan, Papa Francesco è sceso dalla Fiat 500L ed e’ salito sulla ‘papamobile’ per poter salutare le migliaia di persone assiepate dietro le transenne. Due ali di folla lo accompagnano fino all’altezza della cattedrale di San Patrizio.

Arrivato davanti alla cattedrale di San Patrizio, Francesco è sceso dalla ‘papamobile’ ed è stato accolto dal sindaco di New York Bill de Blasio e dal governatore dello stato Andrew Cuomo, con cui ha anche scambiato una battuta in italiano.

Scena commovente all’ingresso del Papa  nella cattedrale di San Patrizio. Il Pontefice si è avvicinato ad una bambina afroamericana su una sedia a rotelle e l’ha abbracciata. La bimba ha pianto per l’emozione davanti allo sguardo altrettanto commosso di Bergoglio.

Donald Trump e’ stato fischiato sulla Quinta Strada all’altezza della Trump Tower, il grattacielo costruito dal tycoon repubblicano a pochi passi da St. Patrick, dalla folla che aspettava di vedere il Papa. Trump, che nei giorni scorsi aveva attaccato Francesco per le sue critiche al capitalismo. Il candidato-miliardario era stato inizialmente applaudito, ma quasi subito gli applausi si sono trasformati in fischi costringendolo alla ritirata. Un paio di ore dopo Trump e’ ricomparso, stavolta da un balcone all’altezza del negozio Gucci. Anche stavolta ha fatto un gesto di saluto, ma la folla, composta in gran parte di ispanici, ha risposto con grida di disapprovazione. Un altra ritirata, e una nuova apparizione, e stavolta e’ partito un coretto all’insegna del “Feo, feo”, ‘brutto’ in spagnolo.

Francesco al Clero Usa, vergogna e dolore per scandalo abusi  – “So che voi, come corpo sacerdotale, di fronte al popolo di Dio avete sofferto molto nel non lontano passato sopportando la vergogna a causa di tanti fratelli che hanno ferito e scandalizzato la Chiesa nei suoi figli più indifesi”. Così il Papa, sullo scandalo abusi, nei Vespri con il clero nella cattedrale di San Patrizio a New York. “Come nell’Apocalisse, vi dico che sono cosciente che ‘giungete dalla grande tribolazione’. Vi accompagno in questo tempo di dolore e difficoltà; come pure ringrazio Dio per il servizio che realizzate accompagnando il popolo di Dio”.

Papa Francesco ha espresso la sua “vicinanza” ai “fratelli musulmani” dinanzi “alla tragedia che i loro popolo ha sofferto oggi alla Mecca”. “In questo momento di preghiera mi unisco e ci uniamo nella supplica a Dio padre nostro onnipotente e misericordioso”, ha detto durante i Vespri nella cattedrale di San Patrizio, a New York. All’inizio dell’omelia nella celebrazione con il clero, i religiosi e le religiose, il Papa ha salutato “i miei fratelli islamici” perché “oggi si celebra la Giornata del Sacrificio”. “Avrei voluto che il mio saluto fosse più caloroso”, ha proseguito esprimendo i suoi sentimenti di “vicinanza davanti alla tragedia che il loro popolo ha sofferto oggi alla Mecca”. “In questo momento di preghiera mi unisco e ci uniamo nella supplica a Dio padre nostro onnipotente e misericordioso”, ha sottolineato il pontefice.

ANSA