Orrore Isis, decapitato anche Kassig

Isis

Nuovo filmato di un’esecuzione di massa da parte dei militanti dello Stato Islamico, e nuovo record dell’orrore nella violenza delle immagini diffuse. Il video della durata di 15 minuti ha iniziato a circolare ieri mattina negli stessi siti web che hanno ospitato in passato simili immagini di «giustizia jihadista». Mostra una fila di almeno 14 prigionieri inginocchiati a terra, che nel video vengono definiti come aviatori dell’esercito siriano. Alle loro spalle ci sono altrettanti combattenti dell’Isis vestiti di nero, con un drappo dello stesso colore che cinge la testa e lascia solo una stretta fessura per gli occhi.
Uno alla volta i boia estraggono da una cassetta coltelli affilati, con i quali si preparano a decapitare i prigionieri. La camera indugia su particolari raccapriccianti dell’esecuzione, mai mostrati prima, mentre la voce di sottofondo racconta l’evoluzione dello stato islamico. «Obama, cane di Roma – sibila lentamente il commentatore riferendosi al millenario antagonismo tra cristianesimo ed Islam – Oggi siamo qui a macellare i militari di Bashar, e domani faremo lo stesso con i tuoi soldati».
IL CAMBIAMENTO

Un breve segmento del filmato, per la prima volta girato con uno sfondo urbano al posto del deserto, mostra un altro combattente in nero, e annuncia che la testa insanguinata ai suoi piedi è quella del giovane ex marine americano Peter Kassig, tornato a fine leva nella zona come volontario paramedico della ong che lui stesso aveva fondato per alleviare le sofferenze dei profughi della rivolta in Siria, e rapito un anno fa nella cittadina di Deir al-Zor. La voce in inglese con un forte accento arabo annuncia che Kassig sarebbe sepolto nella città siriana di Dabeq, nelle prossimità del confine con la Turchia. Il dipartimento di Stato non si è ancora pronunciato sulla veridicità del filmato che «Se confermato – ha detto la portavoce del Consiglio Nazionale per la Sicurezza Bernadette Meehan – turberebbe profondamente la Casa Bianca, per l’omicidio brutale di un innocente cittadino americano». I genitori del 26enne cittadino dell’Indiana, che da mesi si battono con dignità e con fervore per la sua liberazione, hanno chiesto il rispetto dei media, mentre attendono notizie sulla sorte del loro figlio.
LA STORIA

Kassig era tornato in Medio Oriente con il fervore di un ex militare convertito alla causa umanitaria dell’assistenza alle popolazioni locali, e ancora prima di essere rapito aveva già confessato la distanza che sentiva dagli interessi americani nella zona. Durante la prigionia si era convertito all’Islam, come accade a molti dei prigionieri che cercano di ottenere clemenza dai propri aguzzini. «Questa che sto vivendo è l’esperienza più estrema che possa capitare a chiunque» aveva confessato in una lettera, il cui contenuto è stato rivelato dai genitori Ed e Paula due mesi fa. Se confermata, l’esecuzione sarebbe la quinta tra gli occidentali che a vario titolo si trovavano nella regione e sono caduti nelle mani dei guerriglieri dell’Isis. Due delle precedenti vittime erano inglesi, e due gli americani: il giornalista James Foley, la cui morte ad agosto ha inaugurato il lugubre cerimoniale delle decapitazioni filmate, e il suo collega Steven Sotloff. Obama si troverà questa settimana ad affrontare la richiesta del generale Dempsey, che vorrebbe impegnare soldati Usa negli scontri diretti contro le forze dell’Isis.

Il Messaggero