Ora Sinisa è costretto a vincere

mihajlovic

TANTI milioni, strette di mano ma soprattutto tanta, immensa fiducia in Sinisa Mihajlovic. Che in casa Milan sia cambiato il vento rispetto agli ultimi, tristi, anni lo si è capito da tempo: con l’approdo dell’ex tecnico della Sampdoria sono tornati in auge nello spogliatoio rossonero concetti come rispetto dei ruoli, sinergia e il no ai personalismi e alle prime donne. Polso, sia nello spogliatoio che nelle scelte con la società. Sinisa Mihajlovic voleva a tutti i costi Alessio Romagnoli. Obiettivo centrato, allenatore accontentato: ora, però, toccherà a lui dare una risposta chiara e sincera in campo. Perché da quando è arrivato sulla panchina rossonera Mihajlovic ha sempre detto no a tutte le possibili alternative al 20enne di Anzio, che nella passata stagione sotto la sua guida ha collezionato trenta presenze intervallate solo da un infortunio al piede sinistro in autunno. I 25 milioni di euro più bonus spesi per Romagnoli sono una cifra importante, quasi folle visto che il difensore giallorosso diventa il secondo italiano nel suo ruolo più caro di sempre, dietro solo ad Alessandro Nesta. Ma quando il Milan acquistò quest’ultimo dalla Lazio per 60 miliardi delle vecchie lire, l’allora centrale biancoceleste aveva collezionato in Serie A 193 presenze. Romagnoli è a quota 43. Numeri, che per ora potrebbero anche non significare nulla ma che sicuramente devono fare riflettere; perché se da una parte il Milan ha espresso così chiara ed incondizionata fiducia nei confronti del tecnico serbo, dall’altra è palese che intravede in Romagnoli un potenziale immenso. Sistemata la difesa, spesi finora qualcosa come 100 milioni di euro per rinforzare una squadra precipitata fino al decimo posto nella scorsa stagione, ora è tempo di pensare a centrocampo e attacco. Il sogno (o meglio, l’ossessione…) rimane sempre Zlatan Ibrahimovic, ma fintanto che non ci sarà l’incontro con il presidente del Psg Al-Khelaifi niente potrà essere dato per scontato. Nessuna possibilità, anche l’eventuale permanenza dello svedese a Parigi. Se dovesse arrivare al Milan, però, a quel punto sarebbe impensabile l’arrivo anche di un centrocampista dai costi enormi; più facile indirizzarsi sull’usato sicuro di Xabi Alonso o sulla promessa Soriano della Sampdoria. Intanto domani si torna già in campo, a Reggio Emilia è in programma il trofeo Tim con i rossoneri, il Sassuolo e l’Inter. E la prima sfida sarà proprio il derby di Milano, stracittadina che si è giocata ininterrottamente dal 2001, anno della prima edizione del torneo, al 2012. In totale finora sei vittorie Inter, una sola del Milan e ben cinque pareggi, finiti con il successo dei nerazzurri ai rigori in quattro occasioni.

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