Ora Hamas lancia anche i droni L’Egitto in campo per la tregua

GAZA

Tregua in vista o almeno sul tavolo. L’Egitto, in apertura della riunione della Lega araba, ha proposto un cessate il fuoco da far scattare questa mattina. È uno spiraglio dopo giorni di bombardamenti e Israele, che ha continuato ad ammassare truppe e carri armati a ridosso della striscia di Gaza, la esaminerà subito. Sempre questa mattina si riunirà infatti il Gabinetto di sicurezza. Anche Hamas ha ammesso che c’è una mediazione in corso. Per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti gli scontri in uno scambio che appariva stanco e interlocutorio come se gli uni e gli altri stessero aspettando una tregua o, in mancanza di un’intesa, un’operazione di terra con tutto ciò che comporta. Hamas, alla ricerca di colpi d’effetto, ha tirato fuori dal suo arsenale un drone di fabbricazione iraniana. È stato puntualmente abbattuto da un missile Patriot mentre sorvolava Tel Aviv. 
Il segretario di Stato americano Kerry sarà oggi al Cairo per facilitare un cessate il fuoco insistendo, hanno anticipato a Washington, sull’opposizione americana all’invasione di Gaza. Federica Mogherini sarà in Israele e Palestina, come rappresentante della diplomazia italiana e della presidenza semestrale dell’Ue ma non è chiaro se lei o i suoi colleghi tedesco e francese, oltre a Kerry, riusciranno ad avvicinare le condizioni finora formulate dai contendenti. Hamas, per ristabilire la tregua del 2012 vuole almeno il rilascio dei 56 militanti incarcerati, senza accusa, dopo il rapimento dei tre seminaristi israeliani, la riapertura fissa del valico di Rafah tra la striscia e l’Egitto, e il pagamento degli stipendi dei circa quarantamila impiegati dell’amministrazione pubblica di Gaza. Poco roba rispetto alla smilitarizzazione di Gaza chiesta da Israele che insiste per la consegna delle riserve di razzi e lo smantellamento dei tunnel-bunker a ridosso del proprio confine.
ALLARME SANITARIO
L’emittente di Hamas, per tutto il giorno, ha esaltato la sua operazione, «solo una delle sorprese che abbiamo per il nemico». Il drone che, secondo le Brigate Ezzedin al-Qassam, sarebbe riuscito a sorvolare il quartiere generale delle forze armate israeliane a Tel Aviv e scattare immagini trasmesse a Gaza, è un modello iraniano simili ad altri abbattuti nei giorni scorsi. L’Arabil è lungo circa tre metri con un’apertura di ali di tre metri e mezzo. Non si sa se il modello usato può anche portare una carica esplosiva. Le immagini che avrebbe scattato non sono state ancora divulgate ma, hanno spiegato a Tel Aviv, non potrebbero mostrare più di quanto si possa vedere su Google. Nella guerra psicologica che affianca quella militare sarebbe comunque sufficiente per Hamas.
Secondo l’organizzazione umanitaria Oxfam sono 395mila le persone, in 18 diverse località, che si sono viste distruggere le strutture idriche e sanitarie che fornivano loro servizi essenziali. L’80% dell’acqua potabile nella Striscia è a rischio di contaminazione. Sono stati danneggiati quattro ospedali, tre cliniche, un centro per disabili e quattro ambulanze, numerose abitazioni private. I prezzi dei beni alimentari stanno salendo rapidamente. Il numero delle vittime è arrivato ad almeno 176, mentre sono oltre 1.130 i feriti, due terzi dei quali donne e bambini. L’ufficio di coordinamento per i diritti umanitari (Ocha) riporta che almeno il 75% dei decessi riguarda civili, dei quali il 30% sono bambini. Dati confermati in linea di massima anche dalle Nazioni Unite, che parlano del 70% di civili colpiti. 
Il conflitto ha distolto l’attenzione dagli episodi che furono alle sue origini. La polizia israeliana sostiene di aver arrestato alcune persone coinvolte nell’assassinio dei tre seminaristi ebrei mentre sono comparsi in tribunale i tre ebrei accusati di aver barbaramente ucciso, per ritorsione, un sedicenne palestinese. Il principale incriminato dell’omicidio di Muhammed Abu Khdair è un colono di 29 anni che ha agito assieme a due parenti, entrambi diciassettenni.

IL MESSAGGERO