NEYMAR ACCENDE SUBITO IL BRASILE

Neymar

SAN PAOLO Neymar lancia il Brasile. Il fuoriclasse non tradisce le attese: sua la doppietta che ribalta il match con la Croazia. Poi Oscar completa la festa. Vittoria non semplice però quella della Selecao e agevolata dal rigore inesistente del 2-1 per una presunta trattenuta di Lovren su Fred. Ma l’esordio in un Mondiale è sempre una partita speciale, unica, più complicata di tutte le altre. Un match carico di tensione e di insidie per chi gioca in casa e parte favorito. Lo è ancora di più per il Brasile che ha l’obiettivo di vincere il sesto titolo e di cancellare l’onta della sconfitta in finale al «Maracanà» con l’Uruguay nel Mondiale del 1950.Ttto confermato contro la Croazia, squadra tenace e insidiosa.
L’EFFETTO
Devastante l’effetto del numero 10 verdeoro. Neymar ha la personalità dei campioni: in un attimo cambia la sua serata e rimette in corsa il Brasile. S’innervosisce per la partenza difficoltosa della Selecao, rifila una gomitata a Modric e rischia l’espulsione. Un minuto dopo piomba come un falco su una palla vagante a centrocampo, punta la difesa croata e piazza il sinistro morbido nell’angolino. Il colpo del fuoriclasse nel momento più difficile, quello che consente al Brasile e agli oltre sessantamila dell’Arena Corinthians di rianimarsi dopo lo svantaggio iniziale con l’autogol di Marcelo. Il Brasile è Neymar: si accende con le sue giocate, i suoi cambi di passo, la sua capacità di andare via nell’uno contro uno. E dimostra freddezza sul dischetto: più che meritata l’ovazione quando lascia il posto a Ramires. 
RIPARTENZE CROATE
Disegna così la sua partita la Croazia e lo fa bene per buona parte del primo tempo. Pressing asfissiante sui portatori di palla brasiliani e capacità di ripartire in velocità. Così costruiscono la prima rete con il break decisivo a sinistra di Olic, dopo altri campanelli d’allarme. Formazione attenta e ruvida in fase di non possesso, ricorre spesso al fallo tattico, soprattutto su Neymar. Brasile e Croazia giocano con lo stesso modulo, il 4-2-3-1 ma con caratteristiche diverse. A centrocampo ha più qualità la Croazia, soprattutto Modric fa la differenza. Scolari invece schiera due mediani, Paulinho e Luiz Gustavo, per proteggere la difesa e far smistare palla il più rapidamente possibile a Hulk, Oscar e Neymar, i tre giocatori offensivi alle spalle di Fred. E con il passare dei minuti il Brasile sale di livello e aumenta il ritmo soprattutto nella ripresa dopo gli ingressi di Hernanes e Bernard. La Selecao si scioglie, crea altre occasioni, Julio Cesar evita il 2-2 nel finale e sul ribaltamento Oscar segna il 3-1. La prima è andata: il Brasile vuole e può arrivare fino in fondo. 
Roberto Ventre
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar 6, Dani Alves 5,5, Thiago Silva 6,5, David Luiz 6,5, Marcelo 5,5, Luiz Gustavo 6,5, Paulinho 6 (17′ st Hernanes 6), Hulk 5,5 (22′ st Bernard 6), Oscar 6,5, Neymar 7,5 (42′ st Ramires sv), Fred 6. All. Scolari 6,5
CROAZIA (4-2-3-1): Pletikosa 5,5, Srna 6, Corluka 6, Lovren 5,5, Vrsaliko 6, Rakitic 6,5, Modric 6,5, Perisic 6, Kovacic 5 (15′ st Brozovic 6), Olic 6, Jelavic 5 (32′ st Rebic 6). All. Kovac 6,5
Arbitro: Nishimura 5,5
Reti: 10′ autogol Marcelo, 29′ pt e 25′ st Neymar, 46′ st Oscar
Note Ammoniti Neymar, Corluka, Lovren, Luiz Gustavo. Angoli: 7-3. Spettatori: 66mila circa

IL MESSAGGERO