Napolitano lo incoraggia: vai avanti Il premier: voglio solo riforme vere

GIORGIO NAPOLITANO 4

ROMA «Non stiamo scherzando, è solo l’inizio». Questa affermazione Matteo Renzi la ripeterà oggi a Parigi, dove incontrerà il presidente francese Francois Hollande e, lunedì, alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Con la determinazione e la convinzione note, il presidente del Consiglio illustrerà le linee della sua azione di riforme intrecciando il pacchetto riforme presentato nei giorni scorsi, con l’agenda del semestre europeo che si appresta a guidare. In mezzo le elezioni Europee del 25 maggio che rappresentano per Parigi, Berlino e Roma la vera incognita vista la crescita dei partiti euroscettici. La curiosità per il giovane premier italiano ha spinto l’Eliseo ad un precipitoso invito. Hollande è alle prese con una durissima crisi economica che rischia di spingere la Francia ad avviarsi su un percorso simile a quello italiano. Malgrado Parigi non voglia mettere in discussione l’asse con Berlino, è evidente l’interesse per una politica europea di crescita, non solo di rigore e più attenta alle ragioni dei paesi della sponda mediterranea. Nè Hollande nè Renzi puntano ad ottenere sconti da Bruxelles sul 3%, quanto a mutare l’intera strategia economica di una Unione al minimo storico di popolarità.
SOGNO

Proprio questo argomento rappresenta una leva importante che Renzi oggi consoliderà con Hollande, ma che utilizzerà dopodomani a Berlino in modo da offrire alla Merkel l’opportunità di dimostrare che i tedeschi, non sono gli arcigni signor no”, ma sostengono «le riforme ambiziose» in grado di cambiare l’Italia e l’Europa. «La Merkel vedrà che non si tratta di operazioni elettorali o di maquillage, ma di riforme strutturali – ha sostenuto ieri Renzi con i suoi sostenendo anche che «sulle misure che abbiamo presentato siamo tranquilli perché abbiamo coperture doppie rispetto alle esigenze».
Renzi si presenterà nelle due capitali non solo come premier italiano ma anche come prossimo e giovane presidente dell’Unione Europea in grado di ridare entusiasmo e dinamicità alle ingrigite istituzioni di Bruxelles che hanno trasformato il sogno di Altiero Spinelli degli Stati Uniti d’Europa, in un surrogato di ”zero virgola” e percentuali. Il format delle due missioni – incontro a due a Parigi e bilaterale a Berlino con ministri e capi delegazioni al seguito – cambia poco l’obiettivo che Renzi intende perseguire. Ovvero convincere Parigi e, soprattutto Berlino, che non intende finanziare le sue politiche con altro debito pubblico, ma con riforme che redistribuiscano la ricchezza e siano in grado di far ripartire l’Italia.
Di tutto ciò ieri Renzi ha discusso con il capo dello Stato Giorgio Napolitano nel corso del tradizionale pranzo che precede importanti summit europei, compreso il consiglio dell’Unione di giovedì prossimo.
RISTRETTA

Al pranzo con una corposa pattuglia di ministri e vice (Padoan, Mogherini, Galletti, Guidi, Poletti e Gozi) è seguita una breve riunione a tre di Napolitano con Renzi e il ministro dell’Economia, nella quale il capo dello Stato ha sostenuto l’ambiziosa volontà riformista del premier, taglio dell’Irpef compreso, così come le linee della strategia europea del governo. Ha però consigliato all’ex sindaco di Firenze quella «necessaria prudenza» per non trasformare «la scommessa in un azzardo». In sostanza ”vai avanti ma occhio ai mercati, allo spread, alle valutazioni di Francoforte e Bruxelles”. In sostanza dall’incontro di ieri si è compreso che l’energia e le ”spallate” di Renzi piacciono al Quirinale molto di più di quanto si pensi. Anche perché dopo anni di sollecitazioni e raccomandazioni, finalmente una legge elettorale è stata approvata da un ramo del Parlamento.
D’altra parte la preoccupazione di Napolitano per la crescita delle spinte antieuropee anche in Italia è la stessa della cancelliera Merkel e Renzi rappresenta un’opportunità in quanto giovane leader di uno dei paesi fondatori dell’Unione che si appresta a guidare il semestre invocando un deciso cambio di passo dell’agenda dei Ventotto.