Napoli, ricomincia da Kiev la lunga marcia di Maurizio Sarri

SARRI

L’uomo in tuta che sfida bilanci e gonfaloni mediatici della serie A, che non approva i criteri dei calendari e definisce una follia sette gare da giocare in 20 giorni, arriva sul palcoscenico più prestigioso del calcio internazionale. Maurizio Sarri non avrebbe immaginato di misurarsi in Champions League quando 25 anni fa decideva di lasciare il comodo lavoro in banca per coltivare la passione di sempre: insegnare calcio. Eppure la sua favola sportiva dallo Stia, in Seconda categoria, al Napoli seconda forza del campionato, gli ha riservato un mondo molto più dorato rispetto a quando era allenatore dell’Empoli e riusciva a raggiungere la serie A con uno stipendio da 250mila euro l’anno, un decimo del collega Benitez che invece era al Napoli. Non si sentiva un privilegiato allora, non si sente così adesso. Nonostante un battesimo, domani a Kiev nel girone B di Champions League, che sa quasi di storico per chi come lui ci arriva a 57 anni dopo una gavetta in crescendo di 17 squadre in 20 anni.
Sarri conserva il suo aplomb schietto, i modi spicci e senza fronzoli. Arriva in Champions con lo stesso approccio di quando respirava polvere sui campi di Eccellenza. La tuta non verrà mai sostituita dalla giacca e dalla cravatta, piuttosto la sfida è un’altra: riproporre nell’Europa che conta il calcio fatto di pressing alto, possesso palla e verticalizzazioni. Tutto ciò che l’allenatore del Napoli non riserva alla cura dell’immagine lo dedica all’insegnamento del calcio.

In un anno ha riportato il Napoli ai vertici del campionato italiano, prenotando direttamente i gironi di Champions. Pazienza se nel frattempo ha perso Higuain, fuoriclasse da 36 gol. Contro la Dinamo Kiev sceglierà tra Milik e Gabbiadini e si affiderà alla cooperativa del gol, unica in grado di rimediare alla produzione offensiva di un solo bomber. Turn over sia, dunque, contro i campioni di Ucraina che sono alla 16ª partecipazione alla fase a gironi e sperano almeno di ripetere il cammino della passata edizione interrotto agli ottavi di finale. Dopo la vittoria in campionato di sabato, ottenuta anche grazie al sapiente dosaggio delle energie a disposizione, Sarri riproporrà Mertens (tenuto in panchina per trequarti di gara a Palermo) e l’infaticabile Callejon come esterni d’attacco, affiderà la linea di difesa ai titolarissimi Ghoulam, Albiol, Koulibaly e Hysaj così come le chiavi del centrocampo a Allan, Jorginho e Hamsik. Dalla panchina potrà attingere come e quando vuole: il mercato sarà stato anche di prospettiva, così come lui stesso lo ha definito, ma l’esperienza di Giaccherini e la qualità di Zielinski, sono armi non troppo spuntate per stupire anche in Champions.

Corriere della Sera