Napoli, anche le notti brave: adesso balla e dorme poco

SSC Napoli v Borussia Dortmund - UEFA Champions League

In castigo, per punizione! Il peccato lo sconteranno tutti insieme, a pochi metri dal mare più inquinato d’Italia e tra il verde di una pineta sempre più rinsecchita dall’incuria. Benvenuti a Castelvolturno, nel girone dei dannati, di coloro che dovranno patire le pene di un ritiro, ordinato dal padrone dopo averne scoperto le malefatte. “Resterete puniti a tempo indeterminato”, ha tuonato Aurelio De Laurentiis dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Puniti, certo, e senza riguardi per nessuno: il ritiro lo ha deciso da solo e lo ha annunciato in una conferenza stampa improvvisata, dopo averlo comunicato con toni aspri sia a Rafa Benitez sia ai giocatori che dopo pranzo hanno lasciato l’albergo per rientrare a casa e recuperare un po’ di abbigliamento: alle 19 erano già tutti nuovamente a Castelvolturno.

ACCUSE MIRATE — Quelle più pesanti De Laurentiis le ha rivolte ai giocatori. Li ha definiti gente che si fa coinvolgere dalla rapacità di Napoli, soprattutto nelle ore notturne, quando un atleta serio dovrebbe riposare. Non ha fatto nomi, ovviamente, ma è facile intuire che ce l’abbia con gli scapoli e qualcuno degli sposati, il cui comportamento non sarebbe irreprensibile. Una brutta storia, che mette in discussione anche la gestione societaria. Il Napoli non ha un dirigente di spessore, che abbia il controllo dello spogliatoio. Una figura forte, per intenderci, che De Laurentiis non ha mai contemplato nell’organico societario per non vedere oscurato il suo ruolo di presidente-padrone. Lo sfogo di giovedì sera, in ogni modo, apre ad alcune considerazioni. Se lui sapeva delle notti brave, allora perché non è intervenuto per tempo, magari richiamando in privato gli interessati? E poi, se era consapevole del pericolo, perché sabato non è rimasto a Roma, vicino alla squadra anziché starsene a Londra dove ha guardato la partita in un pub? Non è escluso che domani pomeriggio, De Laurentiis avrà un confronto con tecnico e squadra alla vigilia della sfida con la Fiorentina.

ROTTURA CON BENITEZ — Dopo l’eliminazione dalla coppa Italia, le strade dei due si sono definitivamente divise. Il malcontento ha toccato l’intera famiglia De Laurentiis, spazientita dall’atteggiamento dell’allenatore e dalla mancanza di risultati. L’impressione è che le parti presto arriveranno ad una conclusione di questa telenovela che sta tenendo in apprensione i tifosi che, giovedì sera, hanno contestato società, tecnico e giocatori, nel dopo partita: una roba del genere non era mai accaduta nell’era del Napoli post fallimento. Le attenuanti e le parole di Benitez non fanno più presa sull’ambiente. «Dobbiamo continuare a lavorare», è stata la risposta dell’allenatore a chi gli ha chiesto conto della sconfitta con la Lazio. Continuare a lavorare: è possibile quando alla fine mancano appena 9 giornate e le squadre dovrebbero aver completato la crescita?
INVOLUZIONE — La svogliatezza di Higuain, Hamsik, Callejon, mette i brividi, così come la mediocrità evidenziata dai difensori e dai centrocampisti. Il sospetto che la squadra sia prigioniera delle proprie ansie è davvero forte. La possibilità concreta di non qualificarsi per la prossima Champions ha gettato nello sconforto i giocatori più rappresentativi, che hanno legato la permanenza a Napoli proprio alla possibilità di confrontarsi con i grandi club europei. E la mancanza di motivazioni avrebbe reso ancora più pietoso il rendimento collettivo, così riassunto: un solo gol nelle ultime cinque partite; in campionato, Higuain ha segnato una sola rete nelle ultime nove gare (otto giocate considerato che con il Sassuolo, ultima vittoria in campionato era squalificato), mentre l’ultimo successo del Napoli risale al 12 marzo scorso, contro la Dinamo Mosca, peraltro l’unico nelle ultime nove partite. Il destino di questo Napoli, dunque, resta aggrappato all’Europa League. Dal doppio confronto con il Wolfsburg verrà fuori il verdetto: l’eliminazione equivarrebbe al fallimento dell’intera stagione e comporterebbe la revisione del progetto iniziale che prevedeva scudetto e Champions League al termine di quest’anno.
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