Mr Bee in arrivo a Milano: spiegherà lo slittamento

Mr-Bee

Mr Bee è in volo da Bangkok, con destinazione Milano, dove domani incontrerà Silvio Berlusconi e il manager di Fininvest. Si tratta di un viaggio lampo, di un vero e proprio blitz. L’incontro non sarà l’atteso vertice per il closing: Mr Bee formalizzerà la sua proposta per ottenere una proroga da Fininvest. Il clima teso delle ultime ore e gli intoppi che sono nati intorno a questa vicenda hanno costretto Taechaubol al viaggio lampo, per presentarsi di persona per spiegare le sue ragioni. Si andrà dunque verso uno slittamento di 3-4 settimane.

NIENTE BEE-DAY — Qualcosa si è inceppato, e quel qualcosa non tocca questioni marginali o, come si dice in questi casi, i canonici dettagli: domani non sarà il Bee-day, l’ormai nota giornata «consacrata» al closing dell’operazione che avrebbe dovuto trasformare il Milan in una società dal profumo (e dalla sostanza) orientale. I dubbi crescenti intorno al gruppo di Bee Taechaubol, in trattativa da sei mesi con Berlusconi per acquistare il 48% per quasi 500 milioni, sono diventati qualcosa di più, di diverso. Le informazioni vanno tutte nella stessa direzione: Bee «bucherà» la scadenza del 30 settembre fissata il 1° agosto da Fininvest nel vertice di Villa Certosa in Sardegna, quando fu raggiunto l’accordo preliminare tra le parti, che comunque escludeva il pagamento di penali e caparre nel caso l’affare fosse saltato. Bee sarebbe intenzionato a chiedere ancora tempo, una nuova proroga (il quinto rinvio del saldo che innescherebbe il closing), tra le 3 e le 4 settimane, spingendo l’appuntamento per la firma del contratto ancora più avanti. Stavolta con vista sul 31 ottobre. E per questo motivo ha deciso di presentarsi di persona per spiegare le sue ragioni.
NUBI ALL’ORIZZONTE — Sarà quindi il 31 ottobre la data giusta per la svolta societaria? Dal nuvolone di incertezza che sta coprendo la trattativa non viene fuori una risposta. Anzi, all’orizzonte si prevede un temporale in arrivo: dagli ambienti vicini ad Arcore, filtra infatti che Bee potrebbe anche tirarsi indietro. E’ un’ipotesi considerata «molto seria» sul tavolo. Ed è la fonte del nervosismo che ha riempito gli ultimi giorni di Silvio Berlusconi.

VIAGGIO IN BILICO — Ieri si è atteso invano Taechaubol a Milano: dal 12 settembre, giorno del suo compleanno, festeggiato a Firenze, con successiva visita ad Arcore, il broker aveva programmato dal 27 al 2 ottobre la successiva e decisiva settimana milanese, stavolta per firmare il closing. Fino a oggi, però, Bee non si è ancora visto: sbarcherà domani e lo farà per formalizzare la richiesta della proroga. Dal suo staff filtra che a Bee serve altro tempo, anche se a Fininvest non sono ancora arrivate richieste ufficiali, ma solo dei segnali. Ad Arcore, è arrivata la notizia di una sua possibile marcia indietro: Bee, non avendo ancora trovato tutto il denaro, potrebbe anche ripensarci. Intanto il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha spento le voci su un’inchiesta sulla trattativa con un secco: «Non mi risulta».

STADIO — Ieri, il Cda del Milan ha approvato la relazione semestrale di bilancio, mentre M-I-Stadio (gestore del Meazza) licenziava anche il suo bilancio. In serata, il tema stadio sulla scena: il presidente di Fondazione Fiera Benedini ha informato il management della decisione del Milan di rinunciare al Portello, illustrando i progressi dei colloqui con Berlusconi: entro 3 settimane si punta a perfezionare l’accordo consensuale (per evitare la guerra giudiziaria), così da arrivare alla revoca della vittoria ai rossoneri. Fiera chiede quasi 10 milioni, il Milan non conferma la cifra. Il futuro sarà a San Siro: ieri primo incontro post-Portello Milan-Inter in un clima cordiale. Meazza, futuro e lavori per la Champions: se ne parla domani in commissione Sport in Comune.

La Gazzetta dello Sport