Monsignor Bruno Forte: “Questa intesa non è al ribasso, ora la Chiesa accoglie tutti”

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“Non parlerei di un compromesso, quanto di un testo molto ricco e aperto, che mostra una Chiesa che non vuole farsi dirimpettaia del mondo, ma vuole piuttosto andare incontro al mondo”.

Monsignor Bruno Forte, segretario generale del Sinodo dei vescovi e arcivescovo di Chieti-Vasto, parla al termine dei lavori sinodali e racconta di un’assise che non ha lavorato al ribasso per accontentare tutti, ma che ha saputo fare sua l’urgenza dell’accoglienza cara a Francesco.

Quale volto mostra la Chiesa dopo questo Sinodo?
“Una Chiesa aperta, capace di accoglienza, un luogo in cui nessuno deve sentirsi escluso. Tutti sono accolti, rispettati e amati. La Chiesa è davvero madre di tutti”.

In questi giorni i media hanno parlato anche di altro. Pochi giorni fa addirittura di una presunta malattia del Papa. I lavori del Sinodo ne sono stati influenzati?
“Devo essere onesto. Ho seguito molto poco ciò che dicevano i media in questi giorni. Il che dimostra quanto poco abbiano influito su di me e, credo davvero, anche su tutti i padri”.

Il paragrafo 85 del testo finale parla di una nuova strada per i divorziati risposati. La possibilità di un discernimento caso per caso portato avanti dai vescovi locali.
“Non si tratta semplicemente di discernimento. Ma anche di accompagnamento, che significa una strada di accoglienza e di rispetto. Certo, c’è anche il discernimento che significa l’ascolto della volontà di Dio su ciascuno e sulle singole situazioni, che significa in alcuni casi anche un’integrazione sempre più piena dei divorziati risposati nella vita della comunità e nella vita della Chiesa intera. Dunque, una grande apertura e grande rispetto nell’obbedienza a quelli che sono i disegni di Dio su ciascuno”.

Qual è a suo avviso il punto centrale per il Sinodo?
“Il fatto che la Chiesa scommette sulla famiglia e pensa che valga la pena che tutti riconoscano che la famiglia è la cellula base della società, la sua cellula fondamentale”.

Le ferite non sono soltanto quelle che vivono i divorziati risposati.
“Certo, il messaggio del Sinodo è per tutti: nessuno si deve sentire escluso, l’abbraccio di misericordia di Dio raggiunge tutti. La Chiesa accompagna ciascuno con amore e pazienza secondo il disegno che Dio ha per ognuno”.

Quali sono le priorità per i prossimi anni.
“Sostenere la famiglia, sollecitare politiche di sostegno ad essa. Invitare la famiglia a vivere la gioia e la gratuità dell’unione fra uomo e donna aperta alla fecondità. Perché senza famiglia non c’è domani”.

La Repubblica