Mondiali: Belgio-Usa 2-1

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Belgio agli ottavi del mondiale con merito e sofferenza, contro un avversario – gli Stati Uniti – che non si arrende mai e mette alla corda i giovani e talentuosi ‘diavoli rossi’ fino all’ultimo minuto dei supplementari, dopo che i 90′ erano finiti 0-0. Sabato Argentina-Belgio, a Brasilia. E per Messi&C. non sarà facile andare avanti. A spezzare l’equilibrio è Romelu Lukaku, entrato all’inizio dell’extra time al posto di Origi, colpevole solo di non averla buttata dentro. L’attaccante dell’Everton prima serve di potenza a De Bruyne la palla dell’1-0, poi realizza il raddoppio.

Finita? No perché Green, all’inizio del sts, frutta al meglio un lancio millimetrico di Bradley e fa vacillare le certezze belghe. L’uscita a valanga di Courtois sui piedi di Dempsey (al 114′) salva il risultato, al termine di una partita intensissima Primo tempo con tanto Belgio e qualche fiammata statunitense. Nemmeno un minuto e Origi, servito da De Bruyne, costringe Howard in angolo. I ‘diavoli rossi’ manovrano in velocità sull’asse De Bruyne-Hazard-Horigi. I bianchi di Klinsmann badano soprattutto a coprirsi, pronti a ripartire in contropiede. Come fa Dempsey al 21′. Courtois blocca. Belgio vicino al vantaggio al 26′ sul cross di Vertonghen. La scivolata di Beasley anticipa Fellaini a pochi passi dalla porta. Gli esterni del ct Wilmots costruiscono tanto gioco e di qualità: se potessero appoggiarsi su un centravanti di peso (come dimostrerà Lukaku), il Belgio potrebbe puntare altissimo. Alla mezzora gli Usa perdono Johnson (problema muscolare).

Entra Yedlin che non sfigurerà. Nella ripresa la pressione dei rossi aumenta ancora. Il Belgio accumula angoli, Howard tiene a galla gli Stati Uniti con tante parate, raramente difficilissime ma tutte importanti. All’11’ Origi, di testa, coglie la faccia superiore della traversa. Poi Vertonghen impegna due volte il barbuto portiere americano. Al quarto d’ora fuori Mertens per Mirallas. La porta statunitense è bombardata da ogni direzione, ma regge fino ai supplementari. E qui Wilmots estrae dalla panchina la carta Lukaku, l’asso che proietta il Belgio ai quarti. Va però reso onore agli Stati Uniti forgiati da Klinsmann. Il peso tecnico è decisamente inferiore a quello degli avversari. Ma grinta, carattere e voglia di non arrendersi mai sono da campioni. All’Arena Fonte Nova di Salvador avrebbero meritato di andare avanti in due.

ANSA