Milan, guida Locatelli per il dopo Montolivo

FINALE COPPA ITALIA 2014 FIORENTINA NAPOLI
Locatelli batte Pasalic 109-0, nella partita che designerà il nuovo play del Milan di Montella, dopo l’impietosa diagnosi dell’infortunio di Montolivo: crociato rotto nello scontro con Sergio Ramos, operazione a breve, stop non inferiore ai 5-6 mesi, e centrocampo da ridisegnare. Perché da mesi i tifosi rossoneri fischiano senza pietà l’ex centrocampista della Fiorentina, ma Montella non se ne è mai curato: 7 partite su 7 da titolare, giocatore di movimento più utilizzato dopo lo spagnolo Suso, che ha raccolto appena 4’ più di lui. Proprio i minuti giocati indicano il talentino 18enne che contro il Sassuolo ha firmato il 3-3 e pianto per l’emozione come principale candidato a un posto da titolare, visto che Pasalic sta trovando ancor meno spazio dell’ultimo centrocampista arrivato al Milan in prestito dal Chelsea, l’olandese Van Ginkel: 4 volte in panchina, neppure una in campo. Il 21enne croato è arrivato con i postumi del lungo infortunio alla schiena che aveva rovinato gli ultimi mesi della sua esperienza al Monaco, mentre recuperava la condizione atletica il giovane Locatelli guadagnava consensi, rafforzando anche il fisico, magro e slanciato, che in serie A poteva limitarne il potenziale. Pasalic, quando venne ingaggiato, prima di aggiungere la frase di rito – “mi piace giocare in tutte le posizioni del centrocampo, sto dove il mister ritiene più opportuno” – si era presentato come una mezz’ala: a Montella in questo momento serve un regista, l’adattamento del croato verrà considerato solamente se Locatelli dovesse sentire la troppa pressione.
SETTIMANA AZZURRA — Era a Fatima Locatelli, mentre Montolivo allacciava gli scarpini per quella che sarebbe stata l’ultima partita del suo 2016: amichevole under 19, Portogallo-Italia, quattro milanisti nella spedizione azzurra, e il biondino Manuel, che con questa Nazionale ha già giocato un Europeo sotto età, aveva la fascia di capitano al braccio. Settanta minuti in campo, in una gara vinta anche grazie al compagno di squadra Cutrone, autore del momentaneo 2-0, domenica si replica, poi tutti a casa, a pensare alla settimana che viene. Per Locatelli, salvo sorprese clamorose, sarà quella della seconda gara da titolare in serie A: la prima la commentò su Instagram come un bambino al parco giochi “non ho parole per descrivere queste emozioni”, sotto una foto in cui andava a pressare Francesco Totti, seguita da una seconda in cui la palla ce l’aveva lui, e a provare a togliergliela era Miralem Pjanic.
DA TOTTI A HETEMAJ — Non andò benissimo quella partita, ultima di un campionato disgraziato: il Milan aveva esonerato Mihajlovic e mollato Brocchi, con tutto che c’era ancora una finale di Coppa Italia da giocare, contro una Juventus che sembrava di un altro pianeta. Le attrazioni della partita erano il vecchio e il bambino, Abbiati che lasciava il calcio, e Locatelli che cominciava a gustarlo: Montolivo fu lasciato a riposo, a godersi una paternità fresca di poche ore, e il 18enne strappato ai Pulcini dell’Atalanta si ritrovò a vagare in mezzo a un quadrilatero terribile, Strootman-De Rossi-Nainggolan-Pjanic. Sbaglio un appoggio in mediana e Salah andò a segnare il primo gol, ma il divario tra le due squadre era tale che tutti allo stadio pensarono che il Milan avrebbe perso lo stesso: fischi in abbondanza, lui e Abbiati furono tra i salvati. Dalla Roma a San Siro al Chievo al Bentegodi: ripartirà contro una mediana con pochi nomi e tanta sostanza, Castro, Radovanovic ed Hetemaj, che in queste prime sette partite di A non ha saltato neanche un minuto. In tre, in tutta la carriera, non hanno avuto l’attenzione mediatica che ha avuto lui in questa settimana: mestiere ed esperienza contro un talento imberbe, il primo strappo in salita sembra sempre il più duro, ma a volte il secondo può essere anche peggio.
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