Milan, Gattuso: “Orgoglioso dei miei ragazzi. Io solo cuore e grinta? Chiacchiere da bar”

Gattuso

Gennaro Gattuso vuole mantenere i piedi per terra. Dopo il successo sulla Sampdoria, il tecnico rossonero si gode il momento positivo dei suoi, ma preferisce pensare a una partita alla volta: “Io rimarrò sempre cuore e grinta, il merito è dei ragazzi che sanno giocare a calcio, bastano pochi concetti. Rimaniamo con il Gattuso cuore e grinta, non ci sono problemi. Sono frasi che mi porto ancora da giocatore, chiacchiere ed etichette vecchie. Preferisco fare 20 anni di carriera sentendomi dire che sono cuore e grinta. Io invece dico che la che cosa che mi rende più orgoglioso è vedere questi ragazzi che ce la mettono tutta, che hanno senso d’appartenenza e seguono alla lettera ciò che dico. I meriti sono dei miei ragazzi, noi abbiamo portato qualcosa di nuovo, il concetto di giocare di reparto, del sacrificarsi tutti e poi è merito loro, che sanno giocare a calcio. Dovevamo giocare più di squadra e ci stiamo riuscendo. Se mi aspettavo una rimonta così? Io non immaginavo nulla, se non che avevo preso una patata bollente, difficile, qualcosa che mi faceva invecchiare in modo frettoloso, ma siccome la fede è fede, non mi piacciono le cose facili. Ho accettato perché il Milan è casa mia – afferma l’allenatore rossonero ai microfoni di ‘Sky Sport’ -. A 40 anni lavorare in un club così con i ragazzi che ho oggi è qualcosa di grande. Vedremo come andrà a finire, fino all’ultimo giorno darò tutto me stesso. Qualcuno di loro sbuffa e mi guarda storto perché sono un martello, ma sappiano che sarò il loro incubo fino a fine stagione”.

“La cosa che mi rende orgoglioso è l’età media di questa squadra, 23-24 anni. Questi ragazzi si possono togliere delle soddisfazioni, stanno toccando con mano che il lavoro paga. Di Biagio farà le sue scelte, ma per l’età e le qualità che hanno sono un patrimonio del calcio italiano. Io me li tengo stretti, hanno grande passione e talento. L’importante è che continuino a lavorare cosi’”. “L’esultanza finale? Volevo dare un cazzotto a Calhanoglu, si vede. E’ questo il rapporto con i miei ragazzi, sono loro i protagonisti. Rodriguez? Sembrava fosse successo qualcosa di gravissimo, eppure li sbagliava pure Maradona i rigori. La cosa più importante è che ha continuato a giocare, ha fatto una buona prestazione. Ora ci godiamo questo momento ma la testa va a giovedì, sembra una partita scontata ma non lo è. La classifica è quella che è. Abbiamo perso punti per strada anche quando c’ero io. La squadra sta crescendo per mole di gioco e senso d’appartenenza. E stasera faccio i complimenti a Musacchio che è stato tutto il tempo a riscaldarsi perché Bonucci aveva un problema. Abbiamo bisogno di tutti”. Non vuole parlare di rimonta all’Inter, Gattuso crede “soltanto al lavoro settimanale, alla crescita giorno dopo giorno. Da tanto tempo facciamo i risultati ma, sperando che non succeda, vediamo quando accadrà un piccolo stop. La crescita si vedrà lì, anche in caso di sconfitta bisognerà mantenere lo stesso spirito”.

BONAVENTURA: “CHAMPIONS? PROVIAMOCI” – “Sono molto contento per il gol che ho segnato perché è servito alla squadra per vincere la gara con la Sampdoria. Stiamo andando bene e intorno a noi c’è un bell’entusiamo”. Questo il commento di Jack Bonaventura, ai microfoni di ‘Mediaset Premium’, dopo la vittoria sulla Sampdoria. “Abbiamo giocato bene e forse avremmo potuto anche chiudere prima la gara segnando un’altra rete. Siamo in una buona condizione e i risultati continuano ad arrivare. Dobbiamo fare di tutto per continuare su questa strada”. L’ex Atalanta poi risponde così a chi gli chiede un commento sull’operato

di Gattuso dal suo arrivo in rossonero: “Col mister si è creata una buona sintonia. All’inizio abbiamo pagato la novità dei tanti giocatori arrivati in estate, ma il lavoro di questi ultimi mesi sta dando i suoi frutti. Champions? Se continuiamo così possiamo fare bene e provare a lottare anche per il quarto posto. Purtroppo abbiamo perso molti punti nel girone di andata e ritrovarsi a rincorrere adesso non è affatto semplice”.

 

La Repubblica