Messi ha deciso: l’Argentina cambia

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Torna in campo l’Argentina di Messi. Ormai leader sul terreno di gioco e non solo.

Dopo l’esordio vittorioso ma poco entusiasmante contro la Bosnia Erzegovina, l’Albiceleste, per affrontare l’Iran (ore 18 italiane), cambia volto. La scelta però non è del commissario tecnico Alejandro Sabella, che ha già dimostrato di preferire lo schieramento 5-3-2, bensì della star Lionel Messi, ormai assunto al ruolo di giocatore-allenatore. «Con tre attaccanti rendiamo di più – aveva tuonato la Pulce al termine del primo incontro del girone F – è con questo schema che dobbiamo scendere in campo». Una presa di posizione decisa che ha messo alle corde il selezionatore. Messi è l’immagine del successo, è lo spot del calcio, è l’immagine del football argentino nel mondo. Troppo per non sentirsi obbligati ad allinearsi a lui.

Cosi, nel bunker del ritiro a Belo Horizonte, Sabella ha provato a lungo il 4-3-3, in un allenamento a porte chiuse al quale i media hanno potuto comunque assistere posizionandosi sulla collina del quartiere Jardim da Gloria, di fronte al centro tecnico dell’Atletico Mineiro, attualmente quartier generale dell’Argentina. Nessun dubbio sulla formazione che scenderà in campo contro l’Iran, a parte un ballottaggio tra i pali con Romero comunque più accreditato di Andujar. In difesa giocheranno Zabaleta, Garay, Fernandez e Rojo. A centrocampo ci saranno Mascherano, l’ex-giallorosso Fernando Gago e Di Maria. In attacco il tridente «scelto» dalla pulce: Messi, Higuain e Aguero.

Nell’altra metà campo, gli iraniani di Carlos Queiroz, ormai a due partite dall’addio alla panchina degli asiatici. «Volevo restare anche dopo il campionato del ,ondo – ha dichiarato il portoghese – ma i vertici del Ministero dello sport e della Federcalcio non hanno voluto. L’Iran e il suo popolo sono nel mio cuore e sempre lo saranno». Intanto la «vecchia volpe» proverà a fare l’impresa dopo aver portato a casa il pareggio contro la Nigeria nella prima uscita. «Servirà un miracolo – dichiara il ct- l’Argentina è una delle migliori squadre del mondo e ha inoltre un giorno di riposo in più rispetto a noi. Se fosse umano Messi sarebbe il miglior giocatore al mondo, ma non è umano e quindi non entra in gara». E a dimostrazione di credere davvero a quel che dice, Queiroz ha fatto allenare il suo portiere utilizzando una macchina spara-palloni. «Inumana», appunto, come la pulce.

A mezzanotte in Italia l’altra partita del girone: la Bosnia di Pjanic e Lulic non può sbagliare contro la Nigeria. E viceversa.

IL TEMPO