Mauricio-de Vrij, la coppia perfetta: biancocelesti si godono la difesa blindata

MAURICIO

L’ombra di zio Edy nel momento del bisogno. Pioli ci s’immerge dentro con tutta la sua filosofia. Non fatevi strane idee, il mister non è in discussione. Semplicemente a Udine contava vincere e il rejalismo era la strategia più azzeccata. Lazio non certo spettacolare, ma così benedettamente concreta. Ecco serviti tre meravigliosi punti di sutura per l’Europa. Quinto posto saldo e quarto ora (occupato dalla Fiorentina) a un passo. Complimenti anche a Pioli motivatore e psicologo, pure in questo caso degno erede di Reja. Mica era facile isolare la squadra da “Lotitopoli”, mica era semplice tapparsi le orecchie ai fischi striduli degli arbitri. Giusto l’atteggiamento, persino produttivo. Tanto che Biglia al Friuli può finalmente applaudire Massa per il secondo rigore stagionale fischiato alla Lazio. Che non ne otteneva uno (sbagliato da Candreva) dal 31 agosto contro il Milan. I biancocelesti non segnavano dagli undici metri dal 18 maggio contro il Bologna. Vantaggio dopo 25 minuti, poi controllo del territorio e attacchi in ripartenza al Friuli. Ribaltata la Strama-idea.

FUORIGIOCO
La difesa è il miglior attacco, in questo caso. La Lazio non manteneva la porta inviolata da un mese e mezzo (il 5 gennaio con la Samp), è la settima volta (su 23 giornate) che ci riesce in questo campionato. Buona la prima dall’inizio della coppia de Vrij-Mauricio. Impeccabile nei primi 20′ di difficoltà, matura – con qualche affanno in più, per la stanchezza – nella parte finale del Friuli. L’olandese e il brasiliano si completano e si spartiscono un primato ciascuno: Stefan decisivo nei duelli aerei (5 su 7 riusciti). Mauricio perfetto invece – paradossalmente – nella dote più applaudita di de Vrij: l’ex Sporting il top player nei disimpegni, addirittura con l’en plein di 7 su 7 a buon fine. Non solo, la coppia spicca negli schemi provati in settimana. Battuto un record stagionale nell’ultima giornata: 6 volte in fuorigioco, gli avversari, disinnescate le velleità di Di Natale & co. Merito sopratutto delle uscite dei due centrali. Nemmeno uno sbaglio, tempi sincronizzati al battito di Pioli.

FASCIA
Dal fortino biancoceleste esce solo un “cavallo” inarrestabile. Che galoppo, Basta. Migliore in campo come quando il Friuli, per lui, era di casa. Maggior numero di passaggi riusciti (56), maggior numero di palloni recuperati (29), maggior numero di tentativi di attacco (21). Bella e dura questa legge dell’ex. Forse Dusan, così, non lo si era ancora mai visto alla Lazio. Padrone della fascia destra, in difesa e in attacco. Diagonali e scorribande, chiusure e palloni deliziosi per i compagni. La prestazione di Basta dà i numeri a Udine: il serbo top player per occasioni create, ma anche il migliore nei dribbling (2 su tre riusciti) e negli anticipi (11). Primo asse di passaggi, quello di destra, con Candreva. Svolta nella manovra. L’Udinese avrà pure collezionato più conclusioni (11 totali, 6 in porta contro 8 totali, solo 2 nello specchio per gli ospiti), ma questa Lazio ora sa soffrire e respirare, anche dal centrocampo in su.

LANCIO
Pioli ha trovato il modo per superare la gabbia costruita ormai dalla Serie A per Biglia, anche a Udine intrappolato nei raddoppi. Meno palla a terra, più lanci lunghi, addirittura 60 domenica pomeriggio. Un trend delle ultime giornate, grazie al ritorno di de Vrij. Un po’ come succede alla Juve con Bonucci nelle veci di Pirlo, è Stefan a impostare direttamente dalla retroguardia (4 palle lunghe su 8), Biglia si massacra nei recuperi (10) in mediana, insieme all’infaticabile Parolo più arretrato. Piolilandia ha un deja-vu di Reja.

IL TEMPO