Mattarella: in Italia riforme incisive; Isis e’ sfida per tutti

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L’Italia si sta rinnovando, prova ne e’ la riforma del Senato, una riforma “incisiva” che snellisce l’iter legislativo. Sergio Mattarella spiega il suo Paese davanti ad alti funzionari indonesiani e coglie l’occasione della sua visita a Giacarta per schierarsi al fianco dell’operato riformatore del governo. Senza dimenticare l’opera dei due esecutivi precedenti, il Capo dello Stato loda il risultato del governo Renzi e fa notare che ora l’Italia puo’ ripartire. Unica ombra di questa visita e’ la consapevolezza, condivisa con il presidente Widodo, che l’allarme terrorismo resta alto e che nessun paese e’ immune dai rischi.

Sull’Italia il discorso e’ ampio. Mattarella dipinge un quadro generale: “L’Expo di Milano ha assunto, per molti, il valore di esempio del profondo rinnovamento in cui l’Italia e’ impegnata”. E ricorda che “a partire dal 2012, anche a seguito della crisi economico-finanziaria che ha colpito i Paesi partecipanti all’Euro, sono state impostate ed approvate alcune riforme importanti finalizzate a rendere l’Italia piu’ competitiva”.

L’elenco e’ lungo: la riforma del sistema previdenziale, quella del mercato del lavoro e quella della Pubblica amministrazione. Ma a poche settimane dalle polemiche sulla riforma del Senato e soprattutto sugli effetti del combinato disposto tra questa e l’Italicum, non sfugge che il Capo dello Stato si spende anche per la riforma Boschi: “una incisiva riforma istituzionale tesa a differenziare le competenze della Camera dei deputati dal Senato e quindi a rendere piu’ rapide le procedure legislative”.

Questi risultati, uniti a quelli raccolti sul fronte dell’economia che gli hanno fatto dire due giorni fa in Vietnam che “stiamo davvero uscendo dalla crisi”, permettono al presidente di spingere ancora di piu’ l’acceleratore sul pedale della proiezione internazionale dell’Italia. In una sorta di road show nel Sud est asiatico, il Capo dello Stato tesse quei rapporti istituzionali che aiutano le imprese italiane a sbarcare in un mercato di 630 milioni di persone. Anche oggi sono stati siglati accordi quadro tra i due governi, quello italiano e’ rappresentato dal ministro dello Sviluppo Federica Guidi che accompagna il Presidente, e domani nel forum Italia-Indonesia ne saranno siglati per 1,5 miliardi di dollari, ha annunciato il presidente Joko Widodo. Un presidente giovane e dinamico, quello indonesiano, che ha messo mano a molte riforme, ma che ha espresso a Mattarella tutta la sua preoccupazione per il rischio del terrorismo islamico. “Questa – conferma il presidente della Repubblica italiana – e’ la sfida piu’ grande che dovremo affrontare nei prossimi anni”. Widodo ha garantito che l’Indonesia “fara’ di tutto per impedire il diffondersi dell’estremismo”.

E non a caso stamane il Grande Imam della moschea di Giacarta, la piu’ grande del Sud est asiatico, aveva spiegato al Capo dello Stato in visita che “l’islam non ha mai indicato la via della violenza contro chi non e’ della sua stessa religione”. Una sottolineatura tanto piu’ significativa, proprio mentre il modello di dialogo e convivenza in Indonesia e’ sotto tiro, con le nuove campagna di ‘arruolamento’ dell’Isis che stanno soppiantando quelle di al Qaeda. Nessuno qui ha dimenticato i due piu’ gravi attentati del 2002 e del 2009, ma soprattutto si teme il proselitismo interno dell’Isis che ha gia’ convinto 500 ragazzi a divenire foreign fighters e sta agitando zone distanti dalla capitale ma popolose e strategiche per gli equilibri interni.
Mattarella lo dice chiaro e tondo nel brindisi al pranzo di Stato offerto da Widodo: “Indonesia e Italia non sono immuni da questa minaccia”.

Una affermazione tanto piu’ significativa in quanto Roma e’ a pochi giorni dall’inizio del Giubileo. L’unico modo per contrastare il terrorismo sono il rifiuto della violenza e la tolleranza e l’unica prevenzione possibile e’ il dialogo, anche tra le religioni. Italia e Indonesia, “le loro strutture sociali, la loro esperienza di convivenza, sono la riprova che stabilire un dialogo basato sulla tolleranza, il rispetto e il rifiuto della violenza possono contrastare efficacemente questa piaga”.

Per prevenire l’involuzione fondamentalista, servono “dialogo tra le fedi e le confessioni religiose”. Per questo Mattarella, cattolicissimo seppur laico nell’esercizio del suo ruolo istituzionale, ha scelto l’Indonesia, esempio di Stato laico e rispettoso delle sette religioni praticate, come sua prima visita oltre le colonne dell’Europa. E per questo ha voluto visitare, nella stessa mattinata la Grande moschea di Giacarta, che parla agli oltre 200 milioni di musulmani indonesiani, e subito dopo la cattedrale, che accoglie i cattolici della capitale e si erge proprio di fronte alla moschea, in una sorta di dialogo muto che testimonia come le religioni possono convivere in pace.

AGI