Mattarella, in democrazia nessuno e’ uomo solo al comando

Sergio-Mattarella

“Nessuno, tantomeno il presidente della Repubblica, e’ un uomo solo al comando. Non e’ possibile in democrazia”. Cosi’ il capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale, occasione di tradizionale saluto con l’Associazione della stampa parlamentare. “Il parametro del comportamento del presidente della Repubblica – ha ricordato – deve essere solo la Costituzione e le sue regole” che “vanno rispettate” sempre “perche’ sono il presidio della democrazia”.
Quindi, Mattarella ha anche ribadito che il presidente della Repubblica “non ha potere di veto sulle leggi, ma puo’ intervenire solo se c’e’ un chiaro contrasto della Costituzione. Ognuno ha le sue opinioni, anche io ho le mie, ma ho il dovere di accantonarle se le regole sono rispettate”.
“C’e’ una tendenza – ha aggiunto – a confondere la legittimita’ e la portata del merito delle questioni. La miglior garanzia e’ la difesa dei propri limiti e questo vale anche per il presidente della Repubblica nei rapporti con il Governo e il Parlamento, non puo’ intercettare politiche che spettano al Parlamento. Tutti – ha proseguito – dobbiamo essere consapevoli che a fianco dei diritti ci sono anche i doveri, e i limiti. La nostra Costituzione e’ presidiata da regole che vanno rispettate rigorosamente, in tutta la loro portata, e non vanno violate nemmeno per intenzioni buone. Ogni tanto – ha osservato – c’e’ pero’ la tendenza a straripare il proprio confine, ad attribuire funzioni che spettano ad altri”.
Mattarella ha espresso l’auspicio che “il percorso delle riforme vada in porto, ma non entro nel merito” ha sottolineato; processo che deve andare in porto “dopo decenni di tentativi perche’ e’ uno dei punti nevralgici di questa legislatura”. Nel suo discorso, Mattarella ha ribadito che la lotta alle mafie e alla corruzione sono la “priorita’ assoluta” sia per le istituzioni pubbliche sia per la societa’. E ha auspicato che le diseguaglianze diminuiscano” lanciando un messaggio di “fiducia e speranza” ai cittadini per i segnali di ripresa che ci sono e che bisogna “incoraggiare e farne un uso piu’ accorto possibile”. Quindi, ha ammonito, “non possiamo dimenticare i giovani e il Mezzogiorno”.
Infine, a proposito del suo ruolo di ‘arbitro’ nella partita politica ha detto: “La partita e’ ancora in corso, ma posso dire nel complesso, che non ho motivo di lamentarmi del comportamento dei giocatori. Certo ci sono state delle turbolenze, momenti di tensione, qualche episodio di intemperanza che sarebbe stato meglio evitare anche per dare maggior forza alle proprie idee. Rinnovo quindi con fiducia – ha concluso – l’invito ai giocatori a comportarsi con correttezza”.

AGI