Marò, Mogherini: pronti a internazionalizzare la crisi

MARO'

NEW DELHI Rientrata a Roma dopo essersi accertato di persona a Delhi delle condizioni di salute di Latorre, la ministra Roberta Pinotti ha incontrato ieri il presidente del consiglio Matteo Renzi per fare il punto sulla situazione. E’ stato il ministro Mogherini da Bruxelles a confermare che dopo questa malattia il governo «sta riflettendo su come cambia anche il nostro modo di agire» nella vicenda dei due Fucilieri bloccati in India da oltre due anni e sei mesi. «L’internazionalizzazione della gestione della crisi è pronta», ha assicurato, ma intanto si sta lavorando «anche per riaprire canali di dialogo con il nuovo governo indiano» di Narendra Modi.
L’ischemia che ha colpito domenica il capo di prima classe della Marina Massimiliano Latorre non è stato solo un incidente sanitario le cui conseguenze sono all’esame dei medici indiani, ma un fattore di ulteriore pressione sul governo italiano che vuole riportare a casa i due Fucilieri. Lo ha ben compreso il ministro degli Esteri Federica Mogherini: «Questo evento cambia la situazione», ha affermato ieri.
ONORE
Fra quanti si preoccupano minuto per minuto dell’evoluzione del paziente c’è ovviamente la figlia Giulia, che via Facebook ha rivolto un accorato appello al popolo italiano: «Scendete in piazza e gridate a voce alta che chi serve con onore la propria patria non deve mai essere lasciato solo! Liberate il mio papà, l’onore dell’Italia è nelle vostre mani».
Tante le risposte di solidarietà, fra cui una, originale e ardita, del deputato napoletano del Pd, Guglielmo Vaccaro. Ha scritto infatti a Giulia Latorre offrendo di «consegnarsi spontaneamente agli indiani» in cambio «della possibilità di far tornare in Italia Massimiliano Latorre per consentirgli di curarsi fino alla completa guarigione». A New Delhi, intanto, l’attenzione di tutti – funzionari di ambasciata, la compagna Paola Moschetti, l’altro fuciliere Salvatore Girone, i molti amici della comunità italiana – è puntata sulla convalescenza di Latorre, ricoverato in un ospedale specializzato nel trattamento delle patologie neurologiche, e sul graduale ritorno al 100% delle capacità. 
Al riguardo sembra che «l’equipe medica che lo ha in cura ha espresso soddisfazione per la risposta positiva che Massimiliano sta dando alle cure somministrategli». E anche che «parla ed interagisce correttamente con i funzionari dell’ambasciata e con le persone che lo circondano».
SANITARI
Uno dei neurologi dell’equipe che ha ricevuto Latorre la notte fra domenica e lunedì ha confermato che «gli esami di base realizzati finora per risalire alle cause del malessere sono risultati regolari». Per cui, ha aggiunto, «nei prossimi giorni faremo altri test per determinare la ragione di questa occlusione cerebrale che di solito colpisce persone molto più anziane di lui». Latorre ha 47 anni.
Sul piano politico generale, comunque, prioritari restano i passi da fare per il rapido ritorno dei due militari in Italia. Sulle prossime azioni che l’Italia dovrà compiere è intervenuto ieri il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini: «Non abbiamo alternative. Purtroppo questa situazione rischia di essere più grande della nostra capacità di incidere, ma noi continuiamo su due strade. Da un lato la via del governo, la diplomazia, i colloqui di Renzi col Primo ministro indiano, il nostro lavoro all’Onu (anche noi Presidenti di Commissione stiamo aspettando di partire per incontrarci con i nostri omologhi che ancora non sono stati eletti); e dall’altro la via legale dell’arbitrato internazionale: si tratta di una doppia strada che gli stessi marò conoscono e tutto sommato condividono».

IL MESSAGGERO