M5s, Di Maio: “Regole impediscono candidatura Di Battista a sindaco di Roma”

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“Noi abbiamo delle regole che dicono che se vieni eletto dai cittadini in un ruolo, poi non puoi fare il salto dalla poltrona durante il mandato. E’ una questione di serietà. Se tu vieni eletto da una parte, devi lavorare lì per realizzare il programma elettorale”. A dirlo è il vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio, in un’intervista a Rtl. Il tema è la possibile candidatura del deputato Alessandro Di Battista – il ‘Dibba’, uno dei cinque luogotenenti del Movimento – a sindaco di Roma. “Questa cosa non è possibile – insiste Di Maio – e lo dice per primo Di Battista, perché lui è stato eletto in parlamento e per una questione di serietà deve concludere il mandato. Avremo modo di farvi conoscere altri ‘Alessandro di Battista’ che saranno nuovi candidati al Comune di Roma”.

Di certo c’è che nella Roma dilaniata da Mafia Capitale, è il Movimento 5 Stelle a cavalcare la protesta: “Siamo gli unici a non essere coinvolti in questo schifo”, hanno ripetuto Di Battista (in testa) e colleghi pentastellati (al suo fianco) a più riprese. Nel mezzo, l’imbarazzo del Partito democratico col presidente del Consiglio Matteo Renzi che, riferendosi al sindaco capitolino, Ignazio Marino, si limita a dire: “Se sanno governare governino e vadano avanti, se non sono capaci vadano a casa”. Marino replica con la trincea: “Non mi cacciate neanche coi cannoni”.

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Dal M5s approfittano del non sostegno del premier al primo cittadino mentre Matteo Orfini, presidente dem, assicura che “su Marino decidono i romani, non io né Renzi”. Lui, Di Battista, colpisce sui social: “Il Pd – scrive – difende Marino solo perché sa che se si andasse alle elezioni, il M5s concorrerebbe seriamente per la vittoria”. Ed è sui social che impazza il Di Battista for president. O meglio sindaco di Roma. Su Facebook, infatti, pullulano i gruppi che vorrebbero lanciare la corsa del deputato romano al Campidoglio.

Ma anche quelli che alzano l’asticella e vorrebbero Di Battista a Palazzo Chigi. In prima linea difatti ora c’è lui. Tuttavia, la candidatura a sindaco di Roma, vietata dalle regole interne al Movimento, viene scartata dallo stesso Di Battista. “Io devo e voglio finire il mio mandato in parlamento”, rispondeva a chi qualche giorno fa gli chiedeva lumi a Ostia, dove era giunto per partecipare alla fiaccolata dell’onestà. Va detto che anche i garanti delle regole 5 Stelle, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, non hanno cambiato idea sulla questione. “Se vieni eletto in parlamento, finisci il mandato. Può sembrare ed essere controproducente, ma è anche la nostra coerenza che fa la differenza. Non siamo un partito”, ha ribadito il leader e fondatore.

La Repubblica