L’urlo dei marò: «Abbiamo soltanto obbedito agli ordini»

MARO': GOVERNO DICE NO A RITIRO MISSIONI ANTIPIRATERIA

«Abbiamo obbedito a degli ordini e oggi siamo ancora qui, presenti!». La voce del capo di seconda classe Salvatore Girone, fuciliere di Marina del secondo reggimento della Brigata San Marco, piomba forte e inattesa nell’aula dell’audizione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato collegate via web con l’ambasciata a Delhi. I due marò hanno visto in tv la parata del 2 giugno, sentito gli applausi per loro al passaggio della brigata, c’era il presidente Napolitano in tribuna. «Buona festa a tutti i nostri colleghi militari che ho ben seguito mentre sfilavano» dice Girone. «È una grande emozione guardare e sentire il passo marciante di ognuno di loro e non è certamente bello non essere fra di loro».
Lui e Latorre aspettano in India da 2 anni e 4 mesi il processo per l’uccisione di due pescatori del Kerala scambiati per pirati. Un grido di battaglia, il suo: «Anche stavolta siamo costretti a essere lontani, presenti lì in Italia solo attraverso una webcam. Abbiamo obbedito a degli ordini, mantenuto una parola che ci era stata chiesta e con dignità, onore per la nazione e tutti i soldati italiani, la continuiamo a mantenere». Girone chiede che riparta il dialogo India-Italia, primo passo verso quell’arbitrato internazionale per il quale occorre l’accordo del nuovo governo indiano dopo la vittoria, nelle elezioni, del nazionalista Narendra Modi.
IL MINISTRO MOGHERINI

Il dolore dei marò e delle loro famiglie? «Lo condivido», dice il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, a Vienna. «Abbiamo messo in campo una strategia nuova, lavoriamo ora dopo ora perché questa vicenda si risolva il prima possibile e nel modo migliore». Il messaggio dei marò è duplice: dialogo, ma anche tutela dei diritti. In primis della immunità funzionale, perché operavano in servizio anti-pirateria, indossavano l’uniforme. Girone: «Vorremmo che i nostri due paesi dialogassero per la pace, non per le rotture. Il muro contro muro porta solo a distruzioni». I militari di tutto il mondo, «italiani, americani, inglesi, indiani, tutti e ognuno devono sentirsi tutelati nei propri diritti». Qui sta la forza della internazionalizzazione (e l’appello allo scudo del governo). Un grazie al presidente Napolitano e ai parlamentari per «la tenacia a non abbandonare due soldati, non Salvatore e Massimiliano, ma qualunque soldato». Latorre invoca «il dialogo tra due democrazie, Italia e India, che si devono incontrare. Siamo innocenti e lo gridiamo a gran voce, oltretutto entrambi i Paesi hanno firmato dei trattati, tutti sappiamo tutto ma noi siamo ancora qui». 
I Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni disertano l’audizione e con i 5 stelle non partecipano alla parata. I grillini attaccano: «Vedere i nostri due marò in videoconferenza ci ha spezzato il cuore: dopo futili proclami del governo sull’internazionalizzazione sono ancora piegati dal fardello di un disastro diplomatico senza precedenti”. L’assemblea parlamentare della NATO conferma l’appoggio all’Italia e il presidente della Commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, ringrazia i marò e le loro famiglie per la «lezione che ci hanno dato. Noi non molliamo». E annuncia una nuova missione parlamentare in India. 

Il Messaggero