Lotito si accorda con Sampaoli

SAMPAOLI

S’è presentato a Roma alle 6.30 del mattino, è sbarcato a Fiumicino con un volo proveniente da Santiago del Cile, ad attenderlo il team manager del club biancoceleste, Stefan Derkum. Jorge Sampaoli è in pole position per allenare la Lazio, è rimasto «parcheggiato» per tutta la giornata di ieri presso l’Hotel Forum di fronte al Colosseo, ha aspettato la sera per incontrare e conoscere meglio il presidente Lotito.

L’ex ct del Cile è in tour per l’Europa, ascolterà nelle prossime settimane le offerte di Espanyol e AEK Atene, ha scavalcato nettamente Simone Inzaghi e Cesare Prandelli. Per il diesse Igli Tare rappresenta al momento la prima scelta, l’unico mister con le caratteristiche tecniche necessarie per guidare la formazione biancoceleste, l’approccio è stato positivo.

Le parti si sono incontrate a cena, oltre a Lotito, Tare e Sampaoli era presente l’agente Pastorello. Il primo appuntamento c’era stato in gran segreto due mesi fa, la Lazio ha messo nel mirino l’allenatore e intende chiudere in fretta. Sampaoli potrebbe «accontentarsi» di un ingaggio da 1.8 milioni di euro a stagione, quella con la Lazio rappresenterebbe la prima esperienza in Europa, a grandi livelli ha diretto soltanto il Cile campione d’America nel 2015.

Ma chi è veramente Jorge il Barone? Cinquantasei anni, argentino di Casilda, carattere di fuoco e sergente da campo. Fin da piccolo dimostra una grande passione per il calcio, gli viene trasmessa dal padre Rodalgo, agente di Polizia. La squadra del cuore è da sempre il River Plate, a volte s’è trovato costretto a macinare più di 400 km e 12 ore di viaggio in pullman per seguirla in trasferta. Da giocatore veste la gloriosa maglia del Newell’s Old Boys, ma un grave infortunio stoppa bruscamente sogni e aspettative a soli 19 anni. Sampaoli però non s’arrende, continua a divertirsi coi dilettanti, respira calcio dalla mattina alla sera. Dopo un po’ di anni diventa allenatore, è un personaggio carismatico, ama il proprio gruppo più di qualsiasi altra cosa al mondo. È pronto a combattere per i suoi giocatori, li difende in tutto e per tutto, la squadra è al centro del progetto.

Inizia a fare l’allenatore nel 1995, ma l’esperienza più importante arriva solo nel 2011: dopo anni di gavetta, Jorge si siede sulla panchina dell’Universidad de Chile. Il 12 giugno dello stesso anno vince il campionato di Apertura, il 14 dicembre si aggiudica la Copa Sudamericana e il 29 dicembre anche il titolo di Clausura. Sampaoli diventa l’allenatore dell’anno e nel 2012 risponde alla prestigiosa chiamata della nazionale cilena. Il 5 luglio batte la «sua» Argentina ai calci di rigore e alza al cielo la Copa America 2015.

Da sei mesi si è dimesso, è alla ricerca di un club, vuole lavorare con continuità: ama il 4-3-3, ma spesso e volentieri ha giocato 3-4-1-2, è stato molto vicino anche alla panchina della Roma lo scorso gennaio. Il presidente Lotito sogna di portare a Formello un nome di livello, la concorrenza c’è, ma la dirigenza potrebbe convincerlo in fretta: «Offrirò molti soldi a Sampaoli – ha fatto sapere ieri un dirigente dell’Universidad de Chile – in questi giorni ascolterà la proposta del club biancoceleste, ma noi ci crediamo ancora». Simone Inzaghi ci proverà comunque fino alla fine, ma l’ombra di Sampaoli è sempre più concreta. La Lazio è pronta a voltare pagina.

IL TEMPO