L’Isis minaccia i Balcani, “combatteremo i miscredenti”

Isis

L’Isis minaccia i Balcani. In un video di 21 minuti, pubblicato sui siti web della galassia jihadista, i miliziani hanno rivolto un appello ad aspiranti combattenti bosniaci, albanesi e kosovari a unirsi allo Stato islamico e a “combattere i miscredenti”. Il filmato, di cui non e’ possibile verificare l’autenticita’, e’ stato rilanciato dalla stampa locale che ha espresso preoccupazione per la visita del Papa che sara’ domani a Sarajevo, anche se nel video non vi e’ alcun riferimento al Pontefice.
Si tratta del primo appello dello Stato islamico diretto agli islamisti dei Balcani, affiche’ prendano parte alla “guerra santa”. Nel filmato, un albanese che si presenta come Abu Muqatil Al-Kosovo, annuncia “giorni terribili” per i “miscredenti” e minaccia di “arrivare con gli esplosivi”. Un altro jihadista invita a “uccidere gli infedeli ovunque si trovino: fate esplodere le loro auto, avvelenate le loro bevande”.

Intanto il selfie di un jihadista dell’Isis, pubblicato su un social network, ha permesso alle forze militari Usa di individuare e bombardare una base dello Stato islamico. Protagonista l’intelligence Usa in Florida in un particolare che ormai rivela come i servizi lavorino sul web per sgominare la minaccia jihadista. I dettagli dell’operazione sono stati raccontati dal generale dell’aeronautica Hebert Carlise, detto il ‘Falco’, capo del comando aereo di combattimento dell’esercito Usa con base a Langley, in Virginia.
Intanto si stringe sempre di piu’ la morsa dello Stato Islamico su al-Hasakah, capoluogo dell’omonima provincia nella Siria nord-orientale, estremo lembo a est del Paese arabo.
Secondo fonti jihadiste, dopo aver conquistato due avamposti lealisti a sud della citta’, costituiti da un carcere in costruzione e da una centrale elettrica, i miliziani sarebbero ormai ad appena un chilometro dal perimetro urbano, e soltanto una postazione governativa residua li separerebbe dall’ingresso meridionale. Una rivendicazione smentita peraltro dal regime, secondo cui la situazione sul terreno sarebbe anzi “eccellente”. E’ un fatto tuttavia che l’Aviazione governativa sia dovuta intervenire per fornire copertura alle truppe di terra e alle formazioni degli ‘shabbiyah’, gli irregolari loro alleati, impegnati in combattimenti sempre piu’ cruenti con l’Isis: lo ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione in esilio dell’opposizione non radicale con sede a Londra, che puo’ contare su una rete capillare di informatori locali. Lo stesso Osservatorio ha confermato anche l’estrema intensita’ degli scontri, che vanno avanti dall’inizio della settimana e che, pur esigendo un pesante tributo di perdite da ambedue le parti, hanno visto finora lo Stato Islamico prevalere nettamente sugli avversari.
I tentacoli dell’Isis intanto colpiscono anche la Turchia dove la polizia di frontiera ha arrestato una studentessa russa di 19 anni mentre tentava di passare in Siria, presumibilmente con l’obiettivo di unirsi ai combattenti dello Stato Islamico.
In Libia invece l’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani, ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico “IBTimes”.

AGI