Le regole Si potrà denunciare tutto dalla mazzetta al badge non timbrato

whistleblowing

Rossella Orlandi nella sua circolare agli uffici è stata chiara. Nel progamma di «whistleblowing» dell’Agenzia delle Entrate non andranno segnalati solo fatti che costituiscono reati. Anzi. L’elenco dei possibili illeciti che i dipendenti del Fisco potranno denunciare è lungo. C’è per esempio l’accesso indebito al sistema informatico del’Agenzia delle Entrate nel quale, è bene ricordarlo, sono contenuti dati sensibili dei cittadini, dalle loro dichiarazioni dei redditi fino ai saldi dei conti correnti. Si potranno, poi, denunciare anche i furbetti del tornello, quelli cioè che commettono «irregolarità nell’attestazione delle presenze in ufficio», ossia che in pratica timbrano il cartellino e poi spariscono. Ed ancora, i rapporti troppo stretti tra uno sceriffo del Fisco e un contribuente o un consulente, comportamento questo considerato sintomo di possibile corruzione.
I COMPORTAMENTI DUBBI
Così come sarà considerato «sospetto» chi chiede continuamente informazioni su un determinato fascicolo. Interessante anche un altro inciso contenuto nella circolare. Non sarà necessario che il dipendente «abbia l’assoluta certezza dei fatti denunciati», basterà che alla base della segnalazione ci sia un «fondato sospetto». Nella circolare è spiegato poi, che la segnalazione dovrebbe essere firmata, perché rappresenta «un momento di effettiva realizzazione del senso civico del dipendente».
Senza tralsciare il fatto che il nome e il cognome di chi ha sporto la denuncia rimarrebbero sempre tutelati dal segreto, protetto anche attraverso un sistema crittografato di comunicazione via mail. Tuttavia, precisa il manuale, anche le segnalazioni anonime saranno prese in considerazione. Ma chi sarà a ricevere le mail e le lettere con le soffiate? Potranno essere indirizzate al responsabile della prevenzione della corruzione. I dipendenti, insomma, potranno scavalcare il proprio superiore gerarchico, anche perché chi fa la soffiata potrebbe ritenerlo inqualche modo implicato, per esempio per non aver controllato adeguatamente i suoi sottoposti.
La denuncia potrà essere inviata anche direttamente all’Agenzia anti-corruzione, l’organismo guidato dal super-magistrato Raffaele Cantone. I funzionari che denunciano casi di presunta corruzione, infine, non potranno in nessun modo essere discriminati. Non potranno cioè, subire azioni disciplinari ingiustificate o altre forme di molestia sul luogo di lavoro, così come non potranno subire ritorsioni di carattere organizzativo come per esempio può essere un trasferimento ingiustificato da un ufficio ad un altro.

Il Messaggero