La Ue stoppa la candidatura di Berlusconi

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ROMA Silvio Berlusconi parla di economia, ma pensa alle sue vicende giudiziarie e alla sua candidatura alle Europee. Preoccupato per i tagli alla sicurezza, ipotizzati dalla spending review, annuncia: «Vigilerò sui provvedimenti del governo». Quindi, consiglia di «varare un decreto per velocizzare il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, che, altrimenti, rischierebbero tempi lunghi». Ma il primo pensiero è per la sua assegnazione ai servizi sociali o ai domiciliari e per la decisione della Corte di Cassazione, che oggi deciderà sulla pena accessoria dell’interdizione per due anni dai pubblici uffici. E intanto arriva la doccia fredda del commissario alla Giustizia dell’Unione europea, Viviane Reding sulla possibilità di candidare l’ex premier al Parlamento europeo. «Non entro in questioni di livello nazionale – premette – ma le norme Ue sono molto chiare», sottolinea. Come dire, le possibilità di violare questa normativa è pari a zero.
VOLTI NUOVI

Tuttavia, il vertice di FI non rinuncia al sogno di far scendere in campo il leader alla guida delle liste forziste per l’Europa. Alle quali il leader ha stabilito che non dovranno partecipare parlamentari italiani. Quindi, largo ai volti nuovi, come il super consigliere, Giovanni Toti, o agli esperti che già si sono fatti le ossa a Bruxelles, come il commissario Antonio Tajani. Altri nomi di peso per ora non emergono. E i vertici forzisti ammettono di voler puntare esclusivamente sulla carta Berlusconi «che, candidatura o no, avrà un sicuro effetto di trascinamento. Ma i nostri legali, che hanno presentato i ricorsi a livello europeo contro l’iniqua retroattività di certe leggi, ci danno speranze di successo», spiega il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. La strategia è chiara: fare di Berlusconi un caso sul quale dovrà discutere l’Europa intera.
SCETTICO SULLA GRAZIA

Di questo ieri ha parlato l’ex premier ad Arcore con i suoi legali. Si è invece detto scettico sulla raccolta di firme per chiedere la grazia al capo dello Stato, promossa da Daniela Santanchè. «Non mi pare il momento», ha sospirato, preoccupato che l’iniziativa, esaltata invece da Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, possa ulteriormente avvelenare i rapporti con il Quirinale.
Il leader forzista è invece molto tentato dalla campagna elettorale per le Europee e attende una risposta dalla Corte europea. La Ue però ieri ha appunto risposto picche. Ma lui non demorde. Al contrario, raccontano che avrebbe deciso di insistere con la questione della sua candidatura a maggio, che solleverà comunque un gran polverone mediatico. «Deve essere chiaro in tutta Europa che, se mi verrà negata la possibilità di correre alle elezioni, sarà la prova che in Italia non c’è più agibilità democratica», ammonisce. Quindi, i suoi serrano i ranghi. «Berlusconi aprirà le liste di Forza Italia in tutte le circoscrizioni italiane – annuncia un perentorio Renato Brunetta – volerlo impedire equivale a un broglio preventivo, una sofisticazione del pane democratico perché è un diritto degli italiani scegliere Berlusconi». E spiega che «se si respingesse la candidatura alle Europee si potrebbe ricorrere al giudice ordinario che, in caso di accoglimento, potrebbe ritenere immediatamente disapplicabile la Severino o proporre una questione davanti alla Corte di giustizia Ue o ricorrere alla Consulta».
«Follie giuridiche, dopo la decadenza Berlusconi è incandidabile», ribadisce il presidente della Giunta delle elezioni del Senato, Dario Stefàno. E il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, ricorda che «le norme nazionali sono molto chiare, anche se bisogna aspettare la decisione definitiva della Corte di Cassazione in tema di interdizione. Rispetto ad autorità giudiziarie sovranazionali invece non ho nulla da dire».

Il Messaggero