La sfida di Silvio è l’identità di FI

SILVIO BERLUSCONI 5

La drammaticità della crisi che il nostro paese sta vivendo – e che sta vivendo lo stesso Berlusconi – stride con la notizia che Forza Italia starebbe puntando su cani e dentiere per racimolare voti in vista delle Europee. L’esperienza ci ha insegnato, però, che esprimere un giudizio preventivo sul Cav è pericoloso: quante volte analisti e sondaggisti hanno dovuto correggersi ammettendo che aveva avuto ragione lui? Perciò, se si calcola il numero di persone che hanno dei cani, si può intravedere un bacino potenziale interessante. Questo, tuttavia, non è sufficiente a cambiare il momento di difficoltà che sta vivendo FI, costretta a fronteggiare un problema di prospettiva, di identità. Occorre un ripensamento, un passaggio evolutivo che non arriverà dalla politica sugli animali, benché sia un’operazione di marketing intelligente. Un altro tema chiave è quello del rapporto con l’Europa: Berlusconi non riesce a capitalizzare la sua battaglia sull’Euro, e il partito che per primo e più degli altri ha pagato il prezzo di questa contrapposizione ha, oggi, una posizione ambigua che produce un conflitto di identità nell’elettore. Se ne giovano la Lega e i grillini.

I sondaggi confermano che M5S sta ripartendo e la tendenza positiva si è consolidata dopo che Grillo ha rotto il suo classico paradigma comunicativo. Un trend negativo sta interessando, invece, Forza Italia. Elemento determinante il 25 maggio sarà l’affluenza al voto: la percentuale di votanti, infatti, cambia il modo di fare i conti. Le opinioni dell’elettorato sono così fluide, che gli strumenti del sondaggio non bastano più se non integrati con modelli meno profondi, ma capaci di cogliere la fluidità dei sentimenti che appaiono sempre più mobili, aiutandoci a identificare le tendenze dell’opinione pubblica.

IL TEMPO