La Roma travolge l’Empoli (3-1) e riprende a sognare: ora è seconda

Roma  Fenerbahce

Se contino più gli schemi o più il talento è, nel calcio, l’equivalente della domanda se sia nato prima l’uovo o la gallina. Ognuno rimane della sua convinzione ed è impossibile far cambiare idea ai due schieramenti. La Roma di ieri, che ha battuto l’Empoli per 3-1 dopo un primo tempo da vietare ai minori, può essere il punto di contatto. A sbloccare il risultato è stata la solita punizione telecomandata da Pjanic (quarto gol in campionato, terzo da calcio piazzato dopo quelli contro Juve e Carpi). A provocarla, però, era stata una percussione di Florenzi, astuto a farsi tamponare da Paredes in quello spazio centrale che la Roma non aveva mai trovato con lo schema iniziale (un 4-4-1-1 con Gervinho centravanti). Spazio liberato dalla mossa tattica di Garcia che, dopo 35’, aveva chiesto all’ivoriano di allargarsi a sinistra. Talento (Pjanic) più schema (Garcia): quello che serve a vincere le partite. Sconsolato, nel dopogara, il povero Giampaolo: «Avevo ripetuto ai miei giocatori di non fare mai fallo in zona-Pjanic».

L’Empoli, fin lì, aveva giocato una gara molto attenta. Non avesse avuto tanti assenti (Saponara il più pesante, ma anche Croce e Zielinski a centrocampo), avrebbe fatto anche di più contro una Roma lenta e, forse, con la testa alla gara di Leverkusen, martedì in Champions League, diventata decisiva dopo la disfatta di Borisov. L’azione più ripetuta era stata lo sfondamento a sinistra, con Digne che arrivava spesso al cross. A raccoglierli non c’era Dzeko (ancora in panchina dopo l’infortunio al ginocchio) ma Gervinho. E chiedere all’ivoriano di diventare anche un ariete è un po’ troppo. Il gol di Pjanic — in costante crescita, leader della squadra, possibile bersaglio dei club più ricchi nel prossimo calcio mercato — ha cambiato l’inerzia. In quattro minuti la Roma ha raddoppiato con De Rossi, che ha consacrato con un gol di testa (corner battuto da Pjanic) la sua gara numero 500 in giallorosso. Salah ha segnato il 3-0 (quarta rete in campionato, prezioso assist di un Gervinho altruista) prima che i giallorossi prendessero il «solito» gol. Solo contro il Frosinone, una gara su dieci giocate, hanno mantenuto la porta inviolata. Un dettaglio, anche se non da sottovalutare, nella serata in cui vincere era un imperativo assoluto.

Domenica, con Inter-Juve e Fiorentina-Napoli, si possono guadagnare punti importanti in classifica. Come ha spiegato Garcia: «Abbiamo centrato il nostro obiettivo, adesso vediamo cosa fanno gli altri». Come in altre occasioni, anche se il presidente Jim Pallotta ha cercato di riaprire il dialogo con una chat su Facebook, la curva Sud non è entrata nello stadio. La protesta è contro prefetto e questore, che hanno preteso una barriera a dividere il settore, per controllare meglio gli ultrà, ma anche contro il club che, secondo molti, non ha difeso abbastanza i diritti dei suoi tifosi. In alcuni spezzoni della gara si sono sentiti persino i cori dei pochi supporter dell’Empoli presenti. La situazione è pesante, soprattutto per una squadra che lotta per lo scudetto e si trova a giocare quasi in campo neutro. De Rossi, cuore ultrà, ha sintetizzato: «Il più bel regalo per le mie 500 presenze sarebbe rivedere i tifosi al loro posto». E anche questo è un tema importante.

Corriere della Sera