La Lazio fa tris in Europa

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Benedetto ritiro, panacea di tutti i mali almeno così sembra. La Lazio batte 3-2 il Saint Etienne, sfrutta la superiorità numerica, addirittura doppia nella fase finale della gara, e mette in discesa il girone dove il Dnipro è andato a vincere sul campo del Rosenborg. Ora sono tre i successi di seguito, dalla scoppola di Napoli la banda di Pioli non sbaglia un colpo e stavolta, seppure con qualche stento, porta a casa punti pesanti per proseguire la strada in Europa League. Dopo quella di Verona, un’altra rimonta a confermare che lo spirito è tornato finalmente quello della passata stagione. Tra due giorni sempre all’Olimpico arriva il Frosinone, ci sarà spazio per Lulic, Parolo, Candreva e Djordjevic ieri a riposo, ma servirà più attenzione perché il campionato italiano è un’altra cosa.

AVVIO CHOC – Al primo affondo passa il Saint Etienne: angolo innocuo, lisciano in ordine Biglia, Hoedt e Berisha e così è un gioco da ragazzi per il lungo Sall depositare nella porta incustodita. Partita in salita, i francesi sono bravi ad alzare il pressing sul regista argentino costringendo i difensori a inutili lanci lunghi nel deserto. Già, perché Mauri, il «falso nove» fa poco e movimento e soprattutto non riesce mai ad allungare la squadra. Buon per la banda Pioli che gli ospiti non ne approfittano più di tanto e riescono solo a costruire un’altra azione pericolosa con la traversa di Roux, più casuale che cercata.

LA SCOSSA DI ANDERSON – Per fortuna che, dopo un colpo di testa di Hoedt parato sulla linea dal portiere Ruffier, ci pensa Felipe a svegliare la Lazio dal torpore con cui ha approcciato questa sfida. Un paio di accelerazioni e al 21′ il pareggio è cosa fatta: assist del brasiliano, rimpallo e palla al destro chirurgico di Onazi. C’è solo Anderson, il resto è noia. Fino alla mezz’ora quando l’arbitro turco Ozkahya decide di diventare protagonista: gomitata gratuita di Beric a Mauricio, naso fratturato e cartellino rosso per il centravanti sloveno del Saint Etienne. Superiorità numerica invisibile fino al termine del primo tempo (solo un’occasione sciupata da Mauri), con i francesi pericolosi in contropiede con Hamouma.

RIPRESA VINCENTE – Pioli lascia fuori Mauricio ed è costretto a sprecare il primo cambio inserendo Gentiletti. Bastano due minuti per completare la rimonta: cross di Biglia, uscita maldestra di Ruffier, Hoedt è bravo a ribadire in rete con un tocco di sinistro. Il più è fatto, ora la Lazio controlla bene, ci pensa il solito Anderson a guadagnarsi il secondo rosso di giornata: tocca all’autore del gol iniziale Sall finire sotto la doccia in anticipo. Entra Matri per Mauri e proprio l’ex attaccante del Milan fallisce il contropiede letale impostato ancora da Felipe. Dall’altra parte, sulla sinistra, sfonda Keita che regala a Biglia l’assist per il terzo gol: 3-1 e tutti a casa? Nemmeno per sogno, perché nel Dna di questo gruppo c’è la distrazione. Svarione di Basta, Monnet-Pasquet, entrato da poco, beffa Berisha e riapre i giochi. Si soffre, Pajot gira di testa fuori (siamo in 11 contro 9), Pioli si sgola e stavolta finisce bene.

IL TEMPO