Juve-Milan è uno spareggio

Massimiliano Allegri

Juve-Milan allo Stadium, stasera. In un’atmosfera blindata per forza di cose, provando a pensare solo al calcio, alla classifica e all’aspetto agonistico. Sapendo che, parole di Allegri, «Khedira è rimasto dentro lo stadio, a Parigi, fino alle 7 del mattino successivo l’attentato, senza poi giocare nemmeno l’amichevole successiva. E Pogba ed Evra hanno ovviamente vissuto giorni particolari, però la vita va avanti e dobbiamo pensare a quello». Via, allora. Potendo, con una vittoria, superare in classifica i rossoneri e cominciare a ragionare davvero in termini positivi visto che si tratterebbe del terzo successo in fila. «Ci darebbe lo slancio anche per il match di Champions di mercoledì, contro il City».

Il momento della svolta è insomma arrivato: adesso o mai più. «È una delle sfide più importanti del campionato, ma non è senza ritorno: mancano ancora 25 partite alla fine e tantissimi punti». Ritornello scontato, così come il fatto che ìa Natale si farà il primo bilancio, ci aspetta un mese e mezzo decisivo. Il nostro obiettivo massimo è vincere lo scudetto, anche nessuno pensava di avere 18 punti in classifica a questo punto. E stata però stata fatta una programmazione per il futuro. Mihajlovic? Sta facendo bene, credo che il Milan tornerà in lotta, come la Juve, per i primi tre posti». «L’ambiente è strano – butta lì invece il tecnico serbo -. Se il Milan vince, doveva vincere meglio. Se perde, lo attende una partita decisiva. In fondo nelle ultime cinque partite abbiamo conquistato 11 punti: meglio di noi hanno fatto solo Napoli e Roma. Quindi se teniamo questa media fino al termine del campionato, credo potremo essere tra i primi. Il pareggio con l’Atalanta non è una catastrofe. E i complimenti di Berlusconi alla squadra di Reja dopo la partita non mi danno alcun fastidio: il presidente ha dato una grande dimostrazione di fairplay nei confronti dell’avversario». Sarà ovviamente un match condizionato anche dalle nazionali: Dybala e Bacca sono per esempio tornati solo venerdì da oltre oceano, ma potrebbero essere lo stesso titolari entrambi. Quanto a Buffon, sarà celebrato a venti anni dal suo esordio (sempre contro il Milan) e anche per questo dovrebbe lasciarsi alle spalle il fastidio ai flessori accusato in settimana.

«In totale, secondo i nostri dati, abbiamo avuto 16 stop muscolari, di cui 5 sovraccarichi – si difende Allegri -. L’anno scorso, di questi tempi, erano 10-11. Quest’anno abbiamo avuto più infortuni con stop fino a 30 giorni, l’anno scorso ne abbiamo avuti di più con stop da 1 a 3 mesi. Sembra quasi un diktat: le squadre di Allegri hanno sempre infortunati, lavorano male e tutte queste storie qui. Ma alla fine contano i risultati e io lavoro per quello. Sorrido, perché non possiamo ammazzarci per gli infortuni: la vita è questa».

Il Tempo