Juve, Hernanes: “Che brividi l’esordio in Champions. Pogba mi ha stupito”

HERNANES

“Cosa mi ha convinto a scegliere la Juve? Volevo puntare a vincere lo scudetto e lottare per la Champions. Questo è il posto giusto”. Ambasciatore della colonia brasiliana a Torino (mai così numerosa con Alex Sandro, Neto e Rubinho), Hernanes si è già tolto qualche soddisfazione in bianconero. Come l’esordio assoluto in Champions contro il City e le 7 presenze stagionali (come Morata e Pereyra). Ora manca solo la gioia più grande, il primo gol con la maglia della Juventus. In attesa di festeggiare la prima rete, il Profeta traccia il primo bilancio della sua esperienza a Torino, rispondendo alle domande dei tifosi su Twitter (#AskHernanes)..

MOMENTI INDIMENTICABILI — “Le emozioni più grandi che ho provato in Italia sono legate alla vittoria della Coppa Italia con la Lazio e l’esordio in Champions League con la Juve. Una serata magica, sentire l’inno dal vivo è da brividi. E finora è stata una bella esperienza, visto che abbiamo vinto due partite su due. Un giovane bianconero che mi ha sorpreso in positivo? Se devo sceglierne uno dico Paul Pogba”.
REGISTA O TREQUARTISTA? — Con il ritorno di Marchisio, modulo permettendo, Hernanes potrebbe tornare ad occupare la sua zona preferita, a ridosso delle punte. “Dove preferisco giocare? Dipende dal momento, l’importante è rendere bene e trovare continuità in entrambe le posizioni. Allegri è un gran comunicatore: gli allenatori italiani sono molto bravi tatticamente. Mi trovo bene in particolare con i brasiliani Alex Sandro, Neto e Rubinho. I miei punti di forza sono dribbling, conclusione e lancio”.

ZIDANE, DEL PIERO E NEDVED — “Con quale leggenda juventina mi sarebbe piaciuto giocare? Ce ne sono davvero tante, ma direi Zidane, Nedved e Del Piero. A chi mi sono ispirato? Mi piaceva Felipe Jorge Loureiro, ha giocato terzino sinistro e poi a centrocampo. Il mio soprannome? Un giornalista brasiliano ha iniziato a chiamarmi ‘il Profeta’ perché a volte parlavo in modo diverso dai miei compagni e citavo la Bibbia”.

La Gazzetta dello Sport