Juve, Evra a Torino dopo 16 anni: “È un grandissimo club, voglio vincere”

Patrice_Evra

Evidentemente Torino era nel suo destino. Solo che per vederlo realizzato, Patrice Evra ha dovuto aspettare 16 anni, giocare 632 partite altrove, vincere tutto con la maglia del Manchester United e poi firmare un biennale con la Juve.

Non proprio il percorso più facile da prevedere, ma soprattutto l’epilogo opposto rispetto al primo capitolo della sua lunga e incredibile carriera. Nell’estate del 1998, infatti, quel giovane francese svincolato dal Paris Saint Germain venne provato dal Toro per 10 giorni, ma alla fine non fu tesserato per la Primavera granata. Finì al Marsala, in C1, con uno stipendio di 800mila lire al mese e da lì partì la sua scalata, cambiando quasi subito nazione (ritorno in Francia nel 2000 dopo l’infelice esperienza al Monza) e ruolo (da attaccante a esterno difensivo).

A 33 anni Patrice Evra si appresta a vivere la sua rivincita italiana, debuttando in serie A con la maglia bianconera e portandosi in dote la forza, il carisma e l’esperienza di un giocatore battezzato da Sir Alex Ferguson come uno dei migliori terzini sinistri in Europa. La Juve due mesi fa aveva convinto Evra grazie a un biennale da 3 milioni netti a stagione, con un blitz del francese a Torino prima del Mondiale, ma l’opzione di rinnovo esercitata dallo United bloccò tutto. Il successivo cambio di programma a Manchester, con l’ingaggio di Shaw, ha riavvicinato le parti e ieri l’affare è stato annunciato ufficialmente.

«Si tratta della più grande decisione della mia carriera – ha spiegato Evra -, ma è il trasferimento giusto per continuare il mio desiderio di sfida. La Juve è un grandissimo club e qui voglio vincere». I bianconeri per il cartellino di Evra versano 1,5 milioni di euro ai Red Devils più 400 mila euro di bonus in caso di qualificazione alla Champions, ma si garantiscono un usato sicuro e vincente (5 Premier, una Champions e un Mondiale per club) che potrà ripetere i risultati ottenuti con i «vecchietti low cost» come Barzagli e Pirlo. E togliersi la soddisfazione di chiudere da protagonista quel cerchio italiano aperto quasi per caso quando aveva appena 17 anni.

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