Italia-Spagna: Chiellini, Buffon, Pellè, Giaccherini e De Sciglio nella top5

Buffon

“Por la puerta grande”, come dicono gli spagnoli. Eliminati i campioni in carica senza nemmeno troppe barricate, surclassandoli da vari punti di vista, comprese le occasioni create. E’ un’Italia sorprendente, almeno rispetto alle attese di una quindicina di giorni fa, quando ci avvicinavamo con timore al debutto col Belgio. Prestazione sopra le righe di molti, ecco i nostri top5.
chellini — Esiste qualcosa di più lontano dal tiqui-taca di Giorgio Chiellini? Lui che tocchetta poco e spazza molto, indirizza la partita con un gol da una ottantina di centimetri, sfruttando il rimpallo De Gea-Giaccherini. Però è lì, al posto giusto, come gli succede nelle serate belle. Il gol è tanto, tantissimo, ma è anche solo una parte. Il resto sono anticipi costanti sulle punte avversarie, ripartenze, persino qualche aiuto in impostazione. Gladiatorio as usual, sorridente più che mai. Vendicate le sofferenze di 4 anni fa, quando rincorreva in perenne ritardo gli spagnoli. Qualcosa è cambiato.
buffon — Vai in vantaggio, a tutto il resto pensa Buffon. Gigi si scalda sui tiri da fuori di Iniesta e Piqué, ma la parata che vale mezza Germania è quella sul fidanzato di Shakira, al 90′. Da centravanti colpisce benissimo, con un destro che avrebbe battuto tutti i portieri dell’Euro. Tutti tranne Buffon. Il resto è la solita leadership difensiva, che non si pesa ma pesa. E gli riesce anche di appendersi alla traversa, a gara finita. Il passato recente ci dice che non è scontato.

Pelle’ — Scegliamo lui e non Eder perché Graziano è quello che le chiude: ci avevano provato in tanti, ci riesce lui nel recupero. E’ il premio per una partita fatta non solo di colpi di testa e sportellate, ma anche di giocate. Diciamocela tutta, non ce lo aspettavamo: quel giochino di prima che quasi manda in porta Eder, in contropiede. Rientra pure. Del resto, se non lo facesse, quello scalmanato istruttore in panchina non lo terrebbe lì.
giaccherini — Il giocatore di Conte, per antonomasia. Quando era alla Juve, vendetegli tutti, ma non Giak. Quando è diventato c.t., le convocazioni partivano da lui, e se ne aggiungevano altri 22. Per un po’ è stato preso in giro, il c.t., per quella passione per Giaccherinho. Ora nessuno ride, tutti in piedi ad applaudire: una sforbiciata volante, un tiro a giro, una quantità enorme. Se il centrocampo spagnolo si inceppa, è perché lui è sempre lì.
de sciglio — La decisione di piazzarlo esterno sinistro faceva tremare chi è un habitué di San Siro, fronte rossonero. Ma Mattia conferma che se una squadra può renderti migliore, a volte ti fa fare anche brutte figure. I patimenti rossoneri sono un ricordo, qui De Sciglio chiude tutto, non molla mai Juanfran, si spende su Silva, fa le diagonali, riparte con giudizio. Mai un errore, una sicurezza, un futuro ritrovato.
DITE LA VOSTRA — Dopo la splendida vittoria sulla Spagna, l’Italia può puntare a vincere questo Europeo? Dite la vostra mandandoci un video con il telefonino: è semplicissimo, basta cliccare qui sotto su “Registra il tuo video”

La Gazzetta dello Sport