Italia, Padoan: giù tasse e debito, dialogo aperto con Bruxelles

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
07-10-2014 Roma
Politica
Camera dei Deputati - Asia-Europe Partnership Meeting 
Nella foto Il ministro Pier Carlo Padoan ha aperto la sessione sulle strutture di governance economica e finanziaria

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
07-10-2014 Roma (Italy)
Chamber of Deputies - Asia-Europe Partnership Meeting 
In the photo Pier Carlo Padoan

Il governo Renzi porta all’incasso, oltre alle riforme effettuate, i confortanti dati sul Pil e guarda al 2016 puntando a far coesistere obiettivi ambiziosi, dal calo del debito pubblico dopo anni di rialzo alla riduzione del carico fiscale di cittadini e imprese.

Il quadro tratteggiato a Cernobbio dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan trova sul suo cammino un ostacolo ingombrante: i prezzi faticano a risalire con effetti sugli indicatori economici, a partire dalla crescita nominale, centrale per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.

“È vero che l’inflazione è più bassa dell’inflazione attesa. E’ vero per noi, è vero per tutta la zona euro”, dice Padoan a Reuters in risposta a una domanda sugli effetti che la crescita quasi nulla dei prezzi ha sul Pil nominale.

Nelle stime contenute nel Documento di economia e finanza di aprile, la crescita nominale, che contribuisce a determinare i rapporti di deficit e debito/Pil, per il 2015 è indicata a 1,4%. Alla fine del secondo trimestre il deflatore del Pil, misura dell’inflazione che insieme al Pil reale determina il Pil nominale, si è fermato allo 0,3%. Mentre il governo lo stima a fine anno allo 0,7%.

Questo, assicura Padoan, non impedirà al rapporto debito/Pil di scendere a partire dal 2016, contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, anche se “la velocità andrà verificata”.

Nelle ultime stime dell’esecutivo il 2015 si dovrebbe chiudere con debito al 132,5% del Pil, per poi scendere l’anno prossimo al 130,9%.

Sul fronte fiscale il ministro annuncia poi alla platea degli imprenditori che “nell’ambito dei limiti disponibili” il governo, a fianco dell’abolizione della tassa sulla prima casa, pensa di estendere ulteriormente l’abbattimento della tassazione a favore della competitività delle imprese, con particolare riguardo a quelle del Mezzogiorno.

In parallelo l’Italia porta avanti il dialogo con la Commissione europea che a novembre darà il suo giudizio sulla legge di bilancio 2016.

Al G20 di Ankara conclusosi ieri Padoan ha parlato di clausole di flessibilità con il commissario europeo agli Affari monetari Pierre Moscovici e con il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

“La utilizzeremo al meglio, con margini condivisi da tutti”, afferma Padoan, che intanto ha chiarito con Bruxelles un punto importante: l’utilizzo della clausola sugli investimenti non è alternativo all’uso di quella sulle riforme per ottenere maggiore flessibilità in materia di deficit.

“Faremo di tutto per poter utilizzare al meglio le nuove misure, compresa la clausola sugli investimenti. La Ue richiede però che ci siano co-finanziamenti agli investimenti. Il problema è identificare misure di co-finanziamento europeo”, spiega.

Grazie all’esercizio della clausola sulle riforme l’Italia ha già ottenuto uno sconto dello 0,4% sugli obiettivi di riduzione del deficit dell’anno prossimo, che nel Documento di economia e finanza presentato ad aprile è indicato a 1,8% in rapporto al Pil.

Reuters Italia