Italia al minimo, ma è 3 su 3. Pellè-gol stende Malta: 1-0

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Il distillato migliore sono i tre punti e il gol da debuttante di Graziano Pellè: il resto è stato francamente poco entusiasmante. A Ta’Qali, se non fosse bastata la sofferta vittoria di tre giorni fa a Palermo contro l’Azerbaigian, si è capito ancora meglio. Servirà tempo per vedere la “vera” Italia di Conte, impegnato nella doppia missione di far capire il suo calcio e capire quali sono gli uomini più adatti ad interpretarlo. Nel frattempo, dopo l’1-0 a Malta, guidare il girone a punteggio pieno è la maniera migliore per avvicinarsi alla gara con l’altra capolista Croazia del 16 novembre, che potrebbe indirizzare ulteriormente, e positivamente, il nostro gruppo, avvicinando ulteriormente l’Italia all’Europeo.

LE SCELTE — Conte ha sciolto i dubbi della vigilia secondo previsioni: nel cuore del centrocampo Verratti e non Pirlo, al quale è stata risparmiata la doppia gara in quattro giorni, anche in considerazione di quella giocata otto giorni fa contro la Roma, al rientro dopo uno stop piuttosto lungo per infortunio. In attacco non Zaza ma Pellè, all’esordio assoluto in Nazionale, e subito da titolare: un premio al suo grande inizio di stagione, ma soprattutto una valutazione delle sue caratteristiche da parte del c.t., che non a caso in mattinata, ai microfoni di Rai Sport, aveva spiegato di “non avere in rosa un attaccante così fisico, che sa difendere bene la palla, importante specie quando si affrontano squadre che si difendono nella loro area”. Ma Conte non ha fatto comunque mancare una sorpresa: Ranocchia in panchina e nel ruolo di centrale destro Darmian, abitualmente impiegato come esterno di centrocampo. Così aveva giocato contro l’Azerbaigian, ma sulle fasce il c.t. ha (come annunciato) cambiato entrambi gli interpreti, piazzando Candreva davanti al granata e Pasqual sull’altra corsia.

ATTENTI A QUEI DUE — E proprie due delle novità di Conte, Pasqual e Pellè, avrebbero “aperto” la partita, ma dopo 20’ di Italia intermittente e non padrona del campo come ci si sarebbe potuto aspettare. Subito un lampo, dopo appena 35”, per una girata di destro di Immobile non lontana dal palo, ma poi un lungo momento di gioco provvisorio, faticoso, senza occasioni pericolose: un’Italia spenta come Verratti, a disagio al di là della marcatura di Schembri, il “francobollatore” di Pirlo nella gara qui a Ta’ Qali di un anno e mezzo fa. E’ stata addirittura la squadra di Ghedin ad andare vicina al clamoroso vantaggio, per un’indecisione di Darmian che ha favorito un tiro secco di Failla (15’) deviato in corner dopo essere finito non lontano dal palo di Buffon.
TRAVERSA, PALO, GOL — Sarà stato lo spavento, ma lì la squadra di Conte si è perlomeno un po’ scossa. Elettricità accesa anzitutto da Pasqual, molto più a suo agio nel percorrere la fascia rispetto a Candreva, piuttosto grigio dall’altra parte: su un cross del mancino della Fiorentina (18’) Pellè ha colpito di testa la traversa, imitato sul calcio d’angolo successivo da Chiellini (palo esterno); ancora su azione avviata da Pasqual su corner, il centravanti è stato il più veloce di tutti a risolvere un batti e ribatti in area seguito ad una respinta su colpo di testa di Bonucci. Come dire: questa squadra – si era già visto a Palermo contro l’Azerbaigian – scatena in attacco i suoi difensori sulle palle inattive, ma stavolta la firma ce l’ha messa un attaccante. Un gol non proprio da Pellè, in verità, ma comunque il premio ad un primo tempo passato non solo a cercare la porta, ma anche a fare a sportellate per allargare la ragnatela difensiva maltese, ad aprire spazi e a cercare sponde per i compagni.
DIECI CONTRO DIECI — Quattro minuti dopo, un’entrata di Mifsud su Florenzi (da giallo, in verità) ha convinto l’arbitro romeno Hategan a espellere l’attaccante di Ghedin. In vantaggio di un gol e di un uomo era facile aspettarsi un’Italia più leggera e fluida e Malta ancora più chiusa, per evitare l’imbarcata: in realtà gli azzurri hanno ricominciato a fare una gran fatica a trovare spazi, ma soprattutto soluzioni di gioco “pulite” e occasioni nitide. L’ha avuta dopo 8’ della ripresa Immobile, che però è arrivato “morbidissimo” di testa su un buon suggerimento di Verratti. Le cose non sono migliorate granché anche quando Conte ha provato a cambiare faccia all’attacco mettendo Giovinco vicino a Pellè, dopo aver cercato un po’ più di qualità in mezzo, con Aquilani al posto di Florenzi. Anzi, pur senza correre particolari pericoli, le cose si sono fatte ancora più complicate nell’ultimo quarto d’ora abbondante, quando l’arbitro ha punito un intervento di Bonucci che ha cercato di fermare Schembri, lanciato verso Buffon da un errore di Chiellini. Cartellino rosso (28’) e dunque dieci contro dieci: senza il regista difensivo, Conte ha rinunciato a Pellè mettendo nel cuore della difesa Ogbonna e da lì in poi l’Italia si è limitata a controllare. Senza cercare il raddoppio, ma anche senza rischiare di perdere anche i tre punti, non solo alcune delle sicurezza incamerate dopo la doppia vittoria (Olanda e Norvegia) di settembre. Finale tutto per Giovinco, ancora tra i più vivaci nonostante l’utilizzo limitato: dopo la traversa con gli azeri, palo a Malta in pieno recupero. Ci riproverà.
GAZZETTA DELLO SPORT