Irap più leggera per le imprese che aumentano le esportazioni

TASSE 1

Detassare l’Irap in favore delle imprese più abili nell’export. E’ questa l’ipotesi che prende corpo nelle strategie del governo impegnato a mettere a punto la legge di Stabilità da presentare fra 10 giorni al Parlamento. Il progetto, al quale stanno lavorando in tandem il ministero dello Sviluppo economico e quello del Tesoro, rientra nel dossier che, per l’appunto, riguarda l’imposta regionale sulle attività produttive. Nelle intenzioni di Palazzo Chigi questa imposta, che frutta circa 35 miliardi e che finanzia buona parte del servizio sanitario nazionale, dovrà essere rimodulata per ridurre il carico che grava su aziende, commercianti e artigiani. Già nel decreto Irpef che ha introdotto il bonus fiscale da 80 euro in vigore erogato da maggio il governo ha previsto, a partire dal 2015, un taglio strutturale del 10% dell’aliquota ordinaria (dal 3,9% al 3,5%) con una copertura finanziaria di 2,5 miliardi di euro. Ed ora l’intenzione è quella di andare molto oltre mettendo sul piatto altri 2 miliardi. Una parte di questi soldi (tra i 200 e i 300 milioni) saranno indirizzati verso il binario utilizzato dalle aziende per spostarsi all’estero e vendere i propri beni e servizi. Il progetto al quale si lavora e che punta a premiare e sostenere le aziende che esportano al meglio prevede varie ipotesi di defiscalizzazione. Tra le più gettonate in ballo, un taglio all’imposta per le aziende che, nel corso di anno fiscale, riescono ad aumentare del 5% il peso delle esportazioni sul proprio fatturato. Per queste esportazioni aggiuntive potrebbe scattare una no tax area: in pratica, zero tasse. Oppure l’azienda potrebbe beneficiare di una riduzione dell’aliquota dello 0,5% calcolata sull’intero fatturato. Chi lavora sul dossier non esclude che lo stesso costo del lavoro potrebbe essere coinvolto nell’operazione prevedendo un taglio degli oneri fiscali in favore delle aziende che assumono lavoratori allo scopo di incrementare la propria vocazione all’export. Questa partita è legata a doppio filo allo scenario disegnato dal governo nel cosiddetto Sblocca export (“il piano straordinario per il rilancio internazionale dell’Italia”) presentato in piena estate. Gli obiettivi dichiarati dall’esecutivo sono ambiziosi e quasi febbrili: ampliare entro i prossimi tre anni la platea delle imprese esportatrici di almeno 20 mila unità, aumentare i ricavi oltre confine di 50 miliardi (oggi sono a quota 390 miliardi ma stazionari) e attrarre investimenti esteri in Italia per 20 miliardi l’anno.
IL TRAINO DELL’EXPO
Sul piatto ci sono già 200 milioni di euro sotto forma di sostegno alle imprese ripartiti nel prossimo triennio ed il 75% della cifra (circa 150 milioni) sarà messa a disposizione nel 2015 con l’obiettivo di sfruttare al meglio l’occasione offerta dall’Expo di Milano in rampa di lancio. Sulle soluzioni per tagliare la tassa per chi internazionalizza tutte le piste sono aperte e le decisioni saranno prese entro la prossima settimana quando il governo avrà completato la ricognizione complessiva sulla legge di Stabilità, individuato il peso della manovra e definito il quadro relativo all’Irap nel suo complesso. Fonti del ministero dell’Economia confermano in queste ore che l’esecutivo Renzi cercherà di alleviare il peso della tassa con l’obiettivo di alleggerire il cuneo fiscale come chiedono imprenditori e sindacati. E le stesse fonti riferiscono che, a tal proposito, l’ipotesi più accreditata resta quella di agire selettivamente sulla componente lavoro, per evitare che di un taglio orizzontale dell’aliquota Irap possano nuovamente approfittare settori dell’economia già sostenuti dagli interventi del governo Monti di alcuni anni fa. Un punto fermo sarà messo probabilmente domani quando il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si incontreranno per vagliare le risorse e gli impieghi per cui saranno usate.

Il Messaggero