Inchiesta petrolio, Guidi serena rilegge atti: ‘Pronta a incontro con pm

GUIDI

Federica Guidi è “pronta all’incontro con i pm di Potenza. E’ serena e sta rileggendo alcuni atti per fornire con precisione ogni chiarimento ai magistrati”. E’ quanto apprende l’ANSA da fonti vicine all’ex ministro per lo sviluppo economico, dimessasi il 31 marzo scorso dopo la diffusione di alcune intercettazione dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata

C’è attesa per la deposizione su cui potrebbe pesare lo stato del suo rapporto con il compagno Gianluca Gemelli: considerato lo scorso 2 aprile, in una lettera al Corriere della Sera, “a tutti gli effetti mio marito” e ora invece solo “padre di mio figlio”. Nel frattempo, l’Eni dimostra di voler passare al contrattacco: ha deciso “di chiedere al più presto al Tribunale del Riesame una rivalutazione del provvedimento di sequestro” di due vasche del Centro Oli e del pozzo di reiniezione “Costa Molina 2”, a Montemurro (Potenza). La compagnia vuole anche un incidente probatorio che dimostri la “correttezza delle modalità di operatività dell’impianto e in particolare della mancanza di pericolosità delle acque reiniettate”.

Intanto è polemica dopo le parole del premier Matteo Renzi sulla lunghezza delle sentenze. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando prova a smorzare i toni. “Nessuna volontà – ha detto all’ANSA – di delegittimare la magistratura. Gran parte delle inchieste che si stanno svolgendo in questi giorni sono frutto di leggi che il Parlamento ha fatto, anche di recente, introducendo la sindacabilità di condotte prima immuni da ogni tipo di valutazione. La risposta è nei fatti e i fatti sono quelli di riconoscere alla magistratura poteri di indagine che in passato non c’erano”.

L’inchiesta corre anche sugli altri filoni, si amplia e fa sempre più paura ai cittadini della Basilicata: per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti del Centro Oli dell’Eni di Viggiano i Carabinieri del Noe hanno acquisito migliaia di cartelle cliniche negli ospedali lucani per verificare le patologie presenti in regione, tra cui anche quelle relative ai tumori. E secondo l’Associazione medici per l’ambiente (Isde), “è assolutamente verosimile un nesso tra l’aumentata mortalità per alcune patologie sul territorio e l’inquinamento ambientale”. Ma ad oggi non è iscritta l’ipotesi di disastro ambientale“, precisa il procuratore di Potenza Luigi Gay.

Nel capoluogo lucano si è svolto l’interrogatorio di garanzia di quattro dirigenti dell’Eni (Roberta Angelini, Nicola Allegro, Antonio Cirelli e Luca Bagatti) ai domiciliari da giovedì scorso, mentre un quinto, Vincenzo Lisandrelli, è stato interrogato per delega a Gela. Domani, poi, sarà la volta dell’ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), Rosaria Vicino (Pd), ai domiciliari nell’ambito del filone sul progetto “Tempa Rossa” nel paese lucano. Nello stesso filone – che poi porta anche in Sicilia e agli affari per il porto di Augusta – ha un ruolo centrale Gemelli, che è indagato e che sarà ascoltato dai pm potentini Francesco Basentini e Laura Triassi, ma solo dopo l’interrogatorio della Guidi (che invece non è indagata). Giovedì l’ex ministra, come persona informata sui fatti, dovrà rispondere alle domande sull’emendamento per Tempa Rossa e sul riferimento, ascoltato in un’intercettazione dalla Squadra mobile di Potenza, alla Ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

In altre intercettazioni, si sente piangere la Guidi, e in una in particolare, tra le lacrime, l’ex ministra dice a Gemelli: “Mi stai utilizzando”. Per gli investigatori, il riferimento non è all’emendamento per Tempa Rossa. Certo è che la Guidi (prima incredula per la valanga che l’ha investita e adesso pronta a reagire) ha preso nettamente le distanze da Gemelli: “E’ solo il padre del figlio e con lui non ha mai convissuto”, fanno sapere fonti vicini all’ex ministra, aggiungendo che “con Gemelli non ha interessi comuni: non ha conti cointestati con lui, ed ha sempre provveduto lei e la sua famiglia alle necessità del figlio”. Sempre a proposito di quell’emendamento, il sottosegretario alle Infrastrutture ed ex sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari ricorda che ebbe “qualche perplessità”, anche se “solo sulla compatibilità di materia”. Ma, spiega in un’intervista ad Affari Italiani, “la mia firma era doverosa, indipendentemente dalle mie opinioni personali sul suo contenuto”, in quanto l’emendamento in questione “è, come ogni emendamento governativo durante questi passaggi, firmato dal sottosegretario in quel momento delegato a rappresentare il Governo”. E aggiunge: “Non ci sono state” pressioni per far approvare l’emendamento e “non definirei” il ministro Boschi “la madre” della norma, anche se “francamente non so. E non posso sapere”. Anche se evidenzia che l’avallo di Boschi “è il compito istituzionale a lei delegato come ministro dei Rapporti col Parlamento. Attraverso di lei passano tutti gli emendamenti del Governo”.

ANSA