Il tribunale: il Bari è fallito Finisce l’era dei Matarrese

Stadio Bari
Addio al Bari dei Matarrese. Cala il sipario, con il fallimento della società, su una storia lunga 37 anni. Ieri l’ultimo respiro, dopo un’agonia che durava da un pezzo. Pressochè scontato il verdetto della Camera di Consiglio della sezione fallimentare del tribunale di Bari, riunitasi ieri, dopo che venerdì scorso l’amministratore unico aveva consegnato i libri contabili. Alle 5 della sera la comunicazione ufficiale, il cosiddetto pec (posta elettronica certificata). Richiesto dal legale del Bari, Anna Gentile, ed ottenuto dal tribunale l’esercizio provvisorio che consente il proseguimento dell’attività. Già nominati i curatori fallimentari: Marcello Danisi, presidente dell’ordine dei commercialisti di Bari (è anche ispettore Covisoc: carica dalla quale si è subito autosospeso) e Gianvito Giannelli, ordinario di diritto commerciale alla facoltà di Economia e Commercio di Bari. 
 
Procedura veloce Finisce un’epoca, se ne apre un’altra. Non sarà un percorso agevole, ma i tifosi già sognano un futuro radioso (contro il Lanciano erano in diecimila al San Nicola). Perché, in attesa di trovare un nuovo padrone, il Bari di Alberti e Zavettieri continuerà regolarmente la stagione, con l’obiettivo primario di difendere la categoria. Prerogativa essenziale per non depauperare il titolo sportivo e calamitare l’interesse di potenziali acquirenti. Intanto la nomina di due curatori, che presto si avvarranno della collaborazione di un consulente tecnico, lascia intuire che la procedura possa avere tempi abbastanza veloci. Gli illustri professionisti nominati dal tribunale provvederanno fin da oggi ad amministrare il Bari. Due scadenze all’orizzonte: lunedì prossimo il versamento dei contributi, a metà aprile il pagamento degli stipendi (con relativi contributi) del primo bimestre 2014. Ci vorrà poco meno di un milione. Al momento le casse sono pressochè vuote. Ma si dovrebbe sbloccare una parte dei crediti che la società vanta in Lega, ed un conto corrente (con 550 mila euro) bloccato da un pignoramento del Comune di Bari, per un vecchio debito. Ma quando saranno disponibili tali risorse?

Asta Se tutto procedesse senza intoppi, entro fine aprile i curatori dovrebbero dare una valutazione al titolo sportivo e al patrimonio tecnico (il Bari non dispone di altri beni). Verrà fissato un quantum che determinerà la base d’asta, aperta a quanti intendano rilevare il ramo d’azienda. Il ricavato andrà a soddisfare i creditori, partendo dai privilegiati: i dipendenti e l’Erario. Qualora la prima asta (a maggio?) andasse deserta, se ne fisserà un’altra dopo due settimane con il prezzo decurtato di un sesto. Il futuro del Bari si deve costruire entro fine giugno per avere l’iscrizione. Intanto girano nomi e cordate pronte a intervenire. Come gli imprenditori (italiani e russi) contattati da Gianluca Paparesta, l’ex arbitro nonché ex club manager del Bari.