«Il tennis è marcio Ecco come funziona»

TENNIS

«Sono anni che vengono segnalati alla Tennis Integrity Unit dell’Atp incontri truccati, movimenti di denaro e quote più che sospetti. Ma sono stati sempre ignorati». Inizia così la nostra conversazione con uno scommettitore professionista, che segue da anni le vicende legate al «match-fixing» sia nei tornei Atp che negli eventi minori, dai challenger agli Itf. Un vero e proprio «insider» del circuito internazionale, che conosce personalmente tutti i pesci, grandi o più piccoli, accusati, sospesi o «sui quali non si è mai investigato a dovere».

Si dice che in questi Australian Open siano impegnati molti tennisti che in passato hanno organizzato delle combine. La notizia l’ha sorpresa? «Assolutamente no. Conosco molto bene giocatori, oggi impegnati a Melbourne, che in passato, e forse tuttora, sono stati protagonisti di incontri truccati. Non sono sicuro che verranno fatti i nomi, ma nel nostro mondo tutti sappiamo di chi si tratta. Un giocatore spagnolo tra i primi 50 trucca partite ancora oggi, senza alcun ritegno».

E non avete mai segnalato la questione alla Tiu?«Certo che sì, lo si è fatto spesso, ma la Tennis Integrity Unit è composta da investigatori, sostanzialmente dei “poliziotti” abili nel loro lavoro ma che non conoscono a fondo il mondo delle scommesse. Perché non assumere un esperto ? Perché non investire maggiormente nella lotta al match-fixing? A queste domande dovrebbe rispondere la Tiu».

Secondo lei questa inchiesta come è nata? «Ritengo che Betfair e altre agenzie di scommesse abbiano collaborato con i giornalisti. Perché i movimenti di quote e i volumi delle giocate bastano spesso per capire cosa è accaduto».

Si parla di match di parecchi anni fa, oggi la situazione è identica?«Si parla di incontri di 5-8 anni fa, dalla ormai nota sfida tra Davydenko e Vassallo-Arguello ad altri match che forse conosceremo stasera durante la trasmissione della Bbc. A livello Atp molto è cambiato negli ultimi anni e i match truccati nel circuito maggiore sono in netto calo. I giocatori hanno paura di essere intercettati e, guadagnando tanto, il rischio non vale la candela. Nei tornei minori la situazione è preoccupante: i montepremi sono bassissimi e la tentazione di arrotondare è altissima. Quotarli è sostanzialmente un’istigazione a delinquere».

Come funziona? Non si rischia di essere «beccati»?No, perché non ci si accorda quasi mai sul risultato finale, visto che ormai vi è la possibilità di scommettere su ogni fase del gioco. Paradossalmente basta perdere un singolo turno di battuta e il dado è tratto. Da scommettitore mi è capitato spesso di perdere delle schedine da risultato esatto 6-0 perché il giocatore che stava per chiudere ha perso volontariamente la battuta. Ma è facile per questi tennisti, perché credete realmente che vi sia pubblico o qualche “agente” della Tiu a seguire i centinaia di incontri che ogni giorno si disputano in giro per il mondo?».

E quei pochi che sono stati squalificati a vita?«Hanno commesso l’errore di lasciare delle tracce su pc o cellulari, ma parliamo sempre di pesci piccolissimi».

Cosa si aspetta dalle prossime settimane? «L’inchiesta di una emittente così importante come la Bbc ha avuto un risalto clamoroso, quindi qualcosa accadrà. Mi aspetto un capro espiatorio, un giocatore noto al grande pubblico, che non sia un top player, che venga squalificato. L’Atp deve salvaguardare la propria immagine e penso proprio che si muoverà in questa direzione».

Il Tempo