Il sindaco rinuncia alla bici: «Ma sulla scorta devo pensarci»

IGNAZIO MARINO 2

Al di là di tutto, Ignazio Marino in bicicletta ci andava sul serio, come un qualsiasi sindaco di Cesena o di Forlì. Da ieri, dopo che il prefetto Giuseppe Pecoraro lo ha messo in guardia perché «Mafia Capitale» lo ha nel mirino e la sua sicurezza è a rischio, il sindaco ha deciso di togliersi il caschetto e lasciare la bici a casa. Si sposterà soprattutto con una Citroen elettrica, guidata dagli agenti della polizia municipale che lo seguono sempre. Domanda: perché Pecoraro gli ha chiesto gli accettare la scorta se Marino in fondo ha sempre avuto alcuni uomini della municipale a proteggerlo? Bisogna fare chiarezza: Pecoraro è molto preoccupato e teme che i vigili urbani non bastino. Per questo ha chiesto personalmente al sindaco di accettare la scorta ufficiale, quella gestita dal Ministero degli Interni, con auto blu, lampeggiante, agenti al seguito sette giorni su sette. «Ancora non ho deciso – ha spiegato Marino – voglio parlarne con mia moglie».
IN FAMIGLIA
Il sindaco conta molto sul sostegno dei familiari: «Ho avuto una grande gioia. Mia figlia che è sempre stata contraria alla mia candidatura a sindaco, mi ha detto di andare avanti perché questa città merita un cambiamento». Dunque, per ora niente bicicletta, per la scorta di vedrà. D’altra parte, ha osservato malignamente Marino anche alla luce del tormentone che il centro destra (compreso il partito di Fratelli d’Italia) ha portato avanti per settimane sul problema del pass per il centro storico della sua Panda, «Alemanno ha sempre avuto e continua ad avere una macchina pagata dai contribuenti e quattro uomini, distribuiti sulle 24 ore, per la sua sicurezza personale». Tra l’altro, in queste ore la Panda Rossa – l’auto più famosa di Roma – è ancora per strada, possibile obiettivo non solo di multe sacrosante se è in divieto di sosta, ma anche di atti vandalici, visto il clima di caos per niente calmo che sta attraversando la città.
I TIMORI
A preoccupare un prefetto esperto come quello di Roma c’è in realtà un doppio binario. Da una parte le frasi, il modus operandi e l’astio nei confronti del marziano Marino da parte dei boss di Mafia Capitale, che emergono dall’indagine; dall’altra c’è il clima di isteria che attraversa la città, con le contestazioni anche di chi magari era vicino di scranno dei commensali di Carminati. Tutto può succedere, anche che un folle provi a sfogarsi proprio contro il sindaco. Ecco, per ora la bicicletta è meglio lasciarla ai sindaci di Cesena o di Forlì.

IL MESSAGGERO