Il premier: «Gli 80 euro anche per il futuro»

MATTEO RENZI

«Siamo in grado di dire ai profeti di sventura che non è così, il taglio di 80 euro al mese per chi guadagna meno di 1.500 euro sarà confermato anche per i prossimi anni; è un sorta di piccola 14esima che il governo metterà nel portafoglio degli italiani per un motivo semplice, che troppo spesso in questi anni hanno pagato sempre i soliti, i più disagiati o il ceto medio. Dare un segnale che qualcosa abbiamo fatto e che la musica è cambiata da maggio sarà realtà». Così il premier Matteo Renzi, intervistato dal Tg3, è tornato sulle principali decisioni del Def. In particolare sul taglio dei manager: «Io ho sentito dei super manager dire: “Allora io per 238 mila euro me ne vado nel privato”. Se ti prendono vai, vorrei vederli. Noi abbiamo detto che ci deve essere un limite nel pubblico e 238 mila euro lordi sono tanti soldi». Poi ha attaccato le banche: «Possono iniziare a risparmiare sui mega stipendi dei manager. Abbiamo tutti dato una mano alle banche», ha aggiunto Renzi, che ha inoltre precisato che «ci deve essere un limite agli stipendi, almeno nel settore pubblico. Sul privato non possiamo incidere». Poi ha insistito: «Tutto si può dire meno che le banche» non abbiano avuto, «è ora che le banche inizino a restituire». Gli istituti di credito sanno che «l’abbassamento dello spread libera la possibilità di fare credito e se vogliono possono risparmiare anche sui super stipendi dei manager. Se vogliono fare demagogia li sfidiamo», ha spiegato il premier. «Sulle banche la tassazione è al 12,5, mi sembra naturale che anche le banche paghino, come i cittadini, il 26%, che poi questo voglia dire un miliardo in più per le famiglie mi sembra un bene», ha concluso.

IL TEMPO