Il Palermo batte il Verona e resta in Serie A Servon

Vazquez 1

Il Palermo è salvo. A nulla è valso il successo del Carpi a Udine: i modenesi vanno in B, mentre i rosanero restano in A per il secondo anno consecutivo. Decisiva la vittoria al Barbera per 3-2 contro il Verona. Segna Vazquez, nella ripresa Viviani pareggia. A evitare la retrocessione ci pensano Maresca e Gilardino, che portano la partita sul 3-2. Nel finale il gol di Pisano riapre il match, ma è l’ultima emozione, prima della festa.

Inferno e ritorno. Tre minuti di blackout, durati un’eternità per il popolo rosanero: tre minuti nei quali i rosanero hanno toccato la B. Dal 3′ della ripresa, il momento nel quale Viviani ha gelato il Barbera segnando il provvisorio 1-1 al 6′, quando Enzo Maresca ha messo la testa, oltre al cuore, sulla palla che ha scavalcato Gollini. Ci ha pensato Alberto Gilardino, poi, ha sigillare la salvezza del Palermo: il suo colpo di testa ha fissato il 3-2 (su un’azione viziata da netto fuorigioco di Rispoli) con il quale i rosanero hanno battuto il Verona, mandando in B il Carpi, per un solo punto di differenza.

Ci sono tante storie che si intrecciano nella notte di Palermo. Quella di Maresca, messo fuori squadra e autore del gol più importante. Quella di Vazquez, che probabilmente ha dato l’addio ai colori rosanero. Quella di Ballardini, subentrato, cacciato, e richiamato, capace di portare il Palermo ad una salvezza che sembrava impossibile, con 11 punti in 6 partite. E quella di Alberto Gilardino, ancora una volta decisivo, con un suo gol tipico, pesante. Vitale. Notte nella quale il Barbera è tornato a riempirsi e nella quale il Verona, comunque, non ha fatto da sparring partner. Anzi. Se già il pareggio di Viviani aveva fatto capire che il Palermo, impaurito e contratto, se la sarebbe dovuta sudare fino in fondo, è arrivato anche il gol di Pisano, a 7′ dalla fine, a far tremare i tifosi rosanero. Una paura scacciata dal triplice fischio dell’arbitro, al 96′. Una liberazione.

Dopo un avvio poco convinto, la partita si era messa in discesa al 27′, quando il sinistro di Vazquez aveva aperto la festa al Barbera, complice un imperfetto Gollini, lui sì il peggiore in campo nel Verona. Il vantaggio non ha dato sicurezze al Palermo. Sono serviti due miracoli di Sorrentino, in lacrime a fine match, per deviare sui pali i tiri di Pazzini (clamoroso destro tra 35 metri) e di Ionita, da due passi. La rissa Wszolek-Morganella, doppio rosso, ha certificato il livello di tensione.

Nella ripresa i brividi: il gol di Viviani, con i rosanero spettatori non paganti.Tre minuti dopo, il gol di Maresca, su una palla piovuta dal cielo dopo una rimessa laterale: una rete tutta di esperienza, di voglia, di cuore. Poi il sigillo del Gila: l’attaccante diventa così il recordman nella storia della Serie A per squadre a cui ha segnato, ben 43. Tra quelle affrontante non ha punito soltanto Como, Vicenza e Novara.

La festa è stata rimandata però al 96′, perché all’83’ il Verona ha confezionato il 24esimo gol della propria stagione da palla inattiva, con il solito Pisano (quinto gol). È l’ultimo sussulto, però. Il Palermo vince, resta in Serie A per il secondo anno consecutivo (dal 2004 ha giocato solo un anno in B, nel 2013-2014) e saluta nel migliore dei modi un’annata maledetta, nella quale Zamparini ha fatto e disfatto, cacciando allenatori in Serie. Il tabellino, sul quale sono incisi i gol di Vazquez, Maresca e Gilardino è la sintesi di tutto quello che la stagione rosanero ha riservato. A piangere è il Carpi, il cui successo a Udine non è bastato per la salvezza.

LE PAGELLE
Sorrentino 7 – Gli occhi della tigre servono a spingere sui pali le bordate di Pazzini e Ionita. Non molla, subisce due gol ma è l’anima di questa salvezza.

Maresca 7 – Storia di un epurato che salva la squadra. Con professionalità ed esperienza. Con il cuore, per il gol più importante, quello del 2-1

Gilardino 7 – Il sigillo della salvezza non poteva che essere suo. Implacabile.

Gollini 4 – Malissimo sul tiro di Vazquez, ancora peggio sul colpo di testa di Maresca. È giovane, la maturazione passa anche da serate così.

Pazzini 6,5 – L’ultimo ad arrendersi, lotta come un leone, sfiora l’eurogol da 35 metri.

Pisano 6,5 – Se tutto il Verona avesse sempre lottato come Eros, si sarebbe salvato. 5 gol, difensore col vizio del gol.

IL TABELLINO
PALERMO-VERONA 3-2

PALERMO (3-4-2-1): Sorrentino 7; Cionek 6,5, Gonzalez 6, Andjelkovic 5,5; Rispoli 7 (38′ st Vitiello sv), Hiljemark 5,5, Maresca 7, Morganella 4,5; Trajkovski 5 (10′ st Lazaar 6), Vazquez 6,5 (49′ st Jajalo sv); Gilardino 7.
A disp.: Posavec, Alastra, Goldaniga, Brugman, Chochev, Quaison, Balogh, Struna, Cristante.
Allenatore: Ballardini 6,5
VERONA (4-2-3-1): Gollini 4; Pisano 6,5, Bianchetti 5, Helander 5,5, Emanuelson 5; Viviani 6,5, Marrone 5,5 (26′ st Furman 5,5); Wszolek 5, Ionita 5,5 (1′ st Romulo 6), Siligardi 5,5 (35′ st Checchin sv); Pazzini 6,5.
A disp.: Coppola, Marcone, Albertazzi, Moras, Gomez, Rebic.
Allenatore: Luigi Delneri 6

Arbitro: Massimiliano Irrati (Pistoia).
Marcatori: 27′ Vazquez (P), 3′ st Viviani (V), 6′ st Maresca (P), 18′ st Gilardino, 39′ st Pisano (V)
Ammoniti: Gilardino (P), Viviani (V), Vazquez (P), Checchin (V)
Espulsi: 34′ Wszolek (V) e Morganella (P)

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