Il padre di Fortuna, chi l’ha buttata giù è ancora libero

TRIB NAPOLI

Caserta – “La bambina copre la madre. Speravo che accusasse anche la madre perché sono sicura che anche lei è coinvolta”. Cosi’ Mimma Guardato, la madre della piccola Fortuna Loffredo, uccisa nel parco Verde di Caivano, ha commentato l’esito della seconda udienza dell’incidente probatorio che visto protagoniste le tre figlie di Marianna Fabozzi, la compagna di  Raimondo Caputo, accusato di aver violentato e ucciso ‘Chicca’ e madre del piccolo Antonio, caduto da un balcone un anno prima di Fortuna.

La donna ha provato a togliersi la vita impiccandosi e usando come cappio il lenzuolo del letto della sua cella nel carcere femminile di Pozzuoli.  A quanto si apprende da fonti carcerarie, la donna ha compiuto il gesto subito dopo essere rientrata in carcere questo pomeriggio al termine dell’incidente probatorio al tribunale di Napoli Nord. E’ stata salvata dagli agenti della polizia penitenziaria.

Prima dell’udienza il papà di Fortuna, Pietro, ha lazato il tiro: “Se e’ vero quello che mi hanno detto alcune persone, chi ha buttato giù mia figlia è ancora libero perché secondo loro Caputo era giù accanto a Chicca”. Per la procura, invece, chi soccorse per primo la bambina fu Salvatore Mucci, arrestato poi lo scorso anno per pedofilia nei confronti di una delle sue figlie.

Oggi è stata ascoltata la figlia piu’ grande della Fabozzi, la 12enne migliore amica di Fortuna, colei che per prima ha indicato Caputo, raccontando di aver visto l’uomo mentre provava ad abusare della bambina poco prima di cadere dall’ottavo piano dello stabile in cui abitava. Poco prima dell’audizione, la Guardato si era augurata che “la migliore amica di mia figlia non tradisca la sua fiducia e racconti tutto quello che sa aiutandoci a fare giustizia”.

Davanti al tribunale non sono mancati momenti di tensione: all’arrivo dei due cellulari della Penitenziaria con a bordo Caputo e la Fabozzi, alcuni familiari della piccola Fortuna, tra cui la nonna, hanno inveito con calci e pugni contro le due camionette gridando “lasciateli a noi o fateli marcire in galera”.

E’ stato confermato l’impianto accusatorio. Non siamo piu nella fase investigativa ora c’e’ la prova per il processo”, e’ stato invece il commento dell’avvocato della famiglia Loffredo Angelo Pisani all’uscita dal tribunale di Napoli nord. “Per me Raimondo Caputo non e’ l’unico coinvolto in questa storia. E’ uno dei responsabili, ma non l’unico. Il suo arresto non ha messo un punto. L’indagine e’ ancora in corso: c’e’ chi rispondera’ di violenze e abusi, chi di omicidio, chi di altro”, aveva sottolineato il legale prima dell’incidente probatorio.

Le tre sorelline avrebbero confermato gli abusi subiti, ma resterebbero alcune incongruenze sulla presenza di persone all’ottavo piano negli attimi che hanno preceduto la morte di Fortuna che potrebbero portare al coinvolgimento di altri. Ieri pomeriggio erano state interrogate le due bambine piu’ piccole. Oggi è stata sentita la più grande, considerata la super testimone. Sia Caputo che la compagna non avrebbero avuto particolari reazioni in questi due giorni durante le audizioni delle piccole, che ora vivono in una casa famiglia. Audizioni che la Procura di Napoli Nord, insieme all’equipe di psicologi, ha fatto in modo che si svolgesse nel modo più sereno possibile in modo da non turbare le bambine: per loro è stata allestita una stanza piena di giochi e colori. In un’altra stanza tutte le parti hanno seguito i racconti da un monitor.

AGI