Il mondo celebra la Germania

BILD GERMANIA

Un «cappotto» che è già storia. Il 7-1 con cui la Germania ha seppellito il sogno brasiliano ha stupito tutti, anche la stampa tedesca. La Bild ha scelto il titolo «Senza parole» per descrivere «una vittoria per l’eternità – ha scritto la rivista – questa partita verrà ricordata anche tra cento anni».

Entusiasta la cancelliera Angela Merkel che volerà a Rio per vedere la finale insieme al presidente federale Joachim Gauck. «Vittoria storica», ha commentato la tifosa tedesca numero uno. E nella storia c’è entrato dalla porta principale anche Miroslav Klose. Con il suo gol «Mito» ha superato Ronaldo diventando il giocatore più prolifico nelle fasi finali dei Mondiali. «Siamo entrati bene in partita. Siamo tutti uniti, anche i giocatori in panchina fanno parte del gruppo – ha commentato l’attaccante della Lazio – questo perché analizziamo bene il nostro avversario». Il trionfo tedesco nella semifinale dei Mondiali, infatti, è figlio del talento dei singoli e dell’organizzazione. Ma anche del primato tecnologico della squadra guidata da Joaquim Loew. La Germania è l’unica nazionale in questa coppa del Mondo ad affidarsi a un programma totalmente informatizzato di rilevamento e analisi di tutti gli aspetti del gioco: il «Sap match insight». Dal quaderno sfogliato da Lehman sui rigoristi dell’Argentina nella Coppa del 2006 all’analisi dei «big data». Match insights analizza prestazioni, allenamenti e alimentazione dei singoli giocatori e le strategie degli avversari, oltre a permettere di simulare azioni di gioco. Anche situazioni reali, prevedendo come sarebbero andate a finire senza un passaggio sbagliato o con un giocatore in più in marcatura. «I giocatori possono analizzare anche da soli la partita dove e quando vogliono», ha spiegato Oliver Bierhoff, manager della nazionale tedesca. «Dieci giocatori possono produrre in dieci minuti oltre sette milioni di dati – continua l’ex centravanti del Milan – utili per personalizzare formazione, tattiche e allenamenti». I prossimi avversari sono avvisati. E «schedati».

Un «cappotto» che è già storia. Il 7-1 con cui la Germania ha seppellito il sogno brasiliano ha stupito tutti, anche la stampa tedesca. La Bild ha scelto il titolo «Senza parole» per descrivere «una vittoria per l’eternità – ha scritto la rivista – questa partita verrà ricordata anche tra cento anni».

Entusiasta la cancelliera Angela Merkel che volerà a Rio per vedere la finale insieme al presidente federale Joachim Gauck. «Vittoria storica», ha commentato la tifosa tedesca numero uno. E nella storia c’è entrato dalla porta principale anche Miroslav Klose. Con il suo gol «Mito» ha superato Ronaldo diventando il giocatore più prolifico nelle fasi finali dei Mondiali. «Siamo entrati bene in partita. Siamo tutti uniti, anche i giocatori in panchina fanno parte del gruppo – ha commentato l’attaccante della Lazio – questo perché analizziamo bene il nostro avversario». Il trionfo tedesco nella semifinale dei Mondiali, infatti, è figlio del talento dei singoli e dell’organizzazione. Ma anche del primato tecnologico della squadra guidata da Joaquim Loew. La Germania è l’unica nazionale in questa coppa del Mondo ad affidarsi a un programma totalmente informatizzato di rilevamento e analisi di tutti gli aspetti del gioco: il «Sap match insight». Dal quaderno sfogliato da Lehman sui rigoristi dell’Argentina nella Coppa del 2006 all’analisi dei «big data». Match insights analizza prestazioni, allenamenti e alimentazione dei singoli giocatori e le strategie degli avversari, oltre a permettere di simulare azioni di gioco. Anche situazioni reali, prevedendo come sarebbero andate a finire senza un passaggio sbagliato o con un giocatore in più in marcatura. «I giocatori possono analizzare anche da soli la partita dove e quando vogliono», ha spiegato Oliver Bierhoff, manager della nazionale tedesca. «Dieci giocatori possono produrre in dieci minuti oltre sette milioni di dati – continua l’ex centravanti del Milan – utili per personalizzare formazione, tattiche e allenamenti». I prossimi avversari sono avvisati. E «schedati».

IL TEMPO